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Quando il sonno smette di essere una battaglia

Donna sorridente dopo una notte di sonno ristoratore e senza tensione
Cosa cambia in te quando la pressione interna diminuisce
1. Quando il corpo smette di trattenere tensione
2. Stanchezza persistente: cosa significa recuperare energie
3. Cosa succede quando inizi a reagire meno?
4. Pensare troppo: quando i pensieri iniziano a perdere potere
5. Quando il silenzio non crea più tensione
6. Quando il sonno smette di essere una battaglia

Per molte persone il sonno non è più un momento di riposo. È una battaglia.

Si prova a rimandare il momento di andare a letto il più possibile.

Si continua a guardare la televisione, a usare il cellulare o a fare qualsiasi altra cosa nella speranza di arrivare più stanchi.

C’è chi prova una nuova routine serale, chi legge qualche pagina di un libro, chi prepara una tisana o prova una tecnica di rilassamento.

Eppure la battaglia non comincia quando il sonno non arriva.

Comincia qualche momento prima.

Poi, prima o poi, ci si sdraia.

Si chiudono gli occhi.

Si aspetta.

E dopo pochi minuti si riaprono.

Il telefono torna tra le mani e la battaglia inizia.

La battaglia contro il sonno

Ogni notte può essere diversa.

Non tutte le persone vivono le stesse difficoltà e nemmeno la stessa persona le vive sempre allo stesso modo.

Per alcuni il problema è l’attesa del sonno, per altri i continui risvegli, per altri ancora la sensazione di restare sempre in allerta.

Ma, anche se l’esperienza cambia, la battaglia che si crea intorno al sonno finisce spesso per assomigliarsi.

Ci si sdraia con la speranza che il sonno arrivi in fretta, ma i minuti passano e gli occhi restano aperti.

All’inizio si pensa che sia solo questione di qualche minuto. Poi si controlla continuamente l’ora.

Si cambia posizione, si prova a rilassarsi, si cerca di capire perché il sonno non arrivi.

Più il tempo passa, più tutta la notte sembra ruotare intorno a una sola domanda: riuscirò davvero a dormire?

Per alcune persone la difficoltà è tutta lì, nell’addormentarsi.

Per altre, invece, il sonno arriva, ma dura poco.

Ci si sveglia nel cuore della notte e basta un pensiero, un rumore o, a volte, nessun motivo apparente perché la mente riparta immediatamente.

Si aspetta di riaddormentarsi, ma l’attesa sembra rendere tutto ancora più difficile.

Più passano i minuti, più cresce la paura che anche il resto della notte vada allo stesso modo.

C’è chi si sveglia molte volte durante la notte.

Chi ha la sensazione di dormire sempre in modo leggero, come se una parte del corpo rimanesse costantemente vigile.

Chi apre gli occhi molto prima della sveglia e capisce subito che non riuscirà più a prendere sonno.

E poi ci sono quelle mattine in cui ci si alza con la sensazione di non aver recuperato nulla. Come se il corpo fosse rimasto impegnato per tutta la notte invece di riposare.

Il sonno da conquistare

Con il tempo, però, la parte più difficile non è soltanto dormire poco o dormire male.

È tutto quello che succede intorno al sonno.

Ci si impone di dormire. Ci si convince che bisogna riuscirci a tutti i costi.

Ci si arrabbia perché non ci si riesce.

Si pensa alla giornata successiva, si prende il telefono per riempire l’attesa, si cercano soluzioni nella speranza che quella notte finisca il prima possibile.

Senza quasi accorgersene, il sonno smette di essere qualcosa che accade naturalmente e diventa qualcosa da conquistare.

Ed è proprio qui che la battaglia cambia forma.

Non è più soltanto una battaglia contro il sonno.

Diventa una battaglia contro sé stessi.

Più si cerca di controllare il sonno, più sembra sfuggire.

Più si combatte contro il fatto di essere svegli, più quella lotta sembra tenere il corpo e la mente intrappolati nello stesso stato, ora dopo ora.

La battaglia inizia a spegnersi

Il cambiamento, quando arriva, raramente si manifesta attraverso una notte perfetta.

Più spesso, invece, inizia attraverso dettagli.

Quando, attraverso un lavoro di regolazione, il corpo non sente più il bisogno di rimanere continuamente in uno stato di iperattivazione, qualcosa inizia a cambiare.

La prima differenza non riguarda il numero di ore dormite.

Riguarda il modo in cui si vive la notte.

Ci si sdraia e, anche se il sonno non arriva subito, non nasce più la stessa lotta contro il tempo che passa.

Non c’è più lo stesso bisogno di controllare l’orologio, di fare calcoli o di chiedersi come andrà quella notte.

Anche quando capita di svegliarsi, il risveglio non viene più vissuto immediatamente come un problema. La mente non riparte sempre nello stesso modo e il corpo riesce più facilmente a lasciarsi andare di nuovo.

Molte persone, a un certo punto, dicono semplicemente: “Mi sento meno in lotta.”

La notte smette di essere vissuta come una fatica continua.

Non significa che ogni notte diventi perfetta.

Può ancora capitare di addormentarsi più tardi o di svegliarsi qualche volta.

La differenza è che il sonno non sembra più qualcosa da conquistare con uno sforzo continuo.

Addormentarsi torna a essere qualcosa che accade, invece di qualcosa che bisogna cercare continuamente di ottenere.

Il sonno torna a fare il suo lavoro

Poco alla volta cambia anche il modo di vivere la notte.

Il sonno non sembra più così leggero.

Il corpo non resta pronto a svegliarsi per ogni piccolo rumore o per ogni minimo cambiamento.

La notte torna lentamente a scorrere.

I risvegli diventano meno frequenti e, quando succedono, non interrompono più la notte nello stesso modo.

Anche il corpo sembra lasciarsi andare più completamente.

La muscolatura non rimane nella stessa tensione.
Il respiro diventa più lento e regolare.
Il battito non accompagna più quello stato di allerta che rende difficile riposare davvero.

Molte persone, a un certo punto, dicono semplicemente: “Ho dormito come un sasso.”

Non perché abbiano necessariamente dormito più a lungo.

Più semplicemente perché il sonno torna ad avere quella profondità che permette al corpo di lasciarsi completamente andare.

Alcune persone si accorgono anche di un cambiamento che non si aspettavano.

Ricominciano a ricordare i sogni.

Non succede a tutti e non accade necessariamente subito.

Ma quando succede viene spesso vissuto come uno dei segnali che il sonno ha ricominciato a svolgere il suo compito.

Quando inizi a riconoscere la differenza

“Il sonno va molto meglio.”

È una delle frasi che molte persone usano per descrivere il cambiamento.

Solo quando provano a spiegare cosa intendono, si accorgono che non stanno parlando soltanto del sonno.

Il segno che il sonno sta cambiando non è soltanto il fatto di dormire meglio.

È il fatto che smetti di pensarci continuamente.

La sera non porta più la stessa preoccupazione.

Se capita una notte meno tranquilla, non sembra più cancellare automaticamente quella successiva.

Il sonno torna a occupare il posto che gli appartiene, senza occupare continuamente i pensieri e le giornate.

Ed è spesso proprio questo il cambiamento più grande.

Non il fatto di dormire sempre bene.

Ma il fatto che la notte smetta di essere una battaglia e torni a essere un momento di recupero.

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Esperienza del cambiamentoRegolazione psicofisica

Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

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