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Cosa succede quando inizi a reagire meno?

Quando il corpo smette lentamente di attivarsi per ogni stimolo, alcune reazioni iniziano a cambiare in modo molto concreto.

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Cosa cambia in te quando la pressione interna diminuisce
1. Quando il corpo smette di trattenere tensione
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3. Cosa succede quando inizi a reagire meno?
4. Pensare troppo: quando i pensieri iniziano a perdere potere
5. Quando il silenzio non crea più tensione

Quando il corpo resta sempre in tensione

Ci sono persone che vivono da così tanto tempo con il corpo sempre in tensione da non accorgersi quasi più di quanto il sistema reagisca automaticamente a tutto.

Non sempre succede in modo evidente.

A volte è qualcosa di molto rapido e sottile.

Una parola.
Un messaggio.
Un tono di voce.
Un imprevisto.

E subito qualcosa si attiva.

Il respiro cambia.
La muscolatura si irrigidisce.
La mente parte immediatamente.

A volte succede così velocemente che sembra normale.

Con il tempo questa modalità può diventare abituale.

Non ci si sente necessariamente agitati.

Più spesso si vive in una specie di attivazione continua di fondo, come se il corpo restasse sempre pronto a reagire anche quando non ce n’è davvero bisogno.

E quando questo stato va avanti a lungo, anche le situazioni più piccole iniziano lentamente a pesare più del necessario.

Non perché siano troppo grandi.

Ma perché il sistema parte continuamente in anticipo.

Piccoli spazi tra quello che succede e la reazione

Quando questa condizione inizia lentamente a cambiare, molte persone non se ne accorgono subito attraverso il rilassamento.

Più spesso cambia il tempo della reazione.

Compare una specie di piccolo spazio interno.

Non sempre grande.

A volte dura solo pochi secondi.

Ma è sufficiente per accorgersi che il corpo non parte immediatamente nello stesso modo.

Alcune persone notano che riescono a fermarsi prima di reagire subito.
Altre sentono meno bisogno di controllare continuamente quello che succede.
Altre ancora si accorgono che certe situazioni non restano addosso così a lungo.

Non significa diventare lenti, passivi o indifferenti.

Più semplicemente il sistema smette lentamente di vivere tutto come se fosse sempre urgente.

Le situazioni non restano addosso nello stesso modo

A volte il cambiamento non si riconosce tanto nel momento in cui qualcosa succede.

Si riconosce soprattutto dopo.

Prima alcune situazioni continuavano a restare nel corpo per molto tempo.

Una discussione.
Un imprevisto.
Una frase detta nel modo sbagliato.
Un momento di pressione.

Anche quando tutto era già finito, il sistema continuava a reagire.

La mente tornava continuamente sopra a quello che era successo.
Il corpo restava in tensione.
Bastava ripensarci perché tutto ripartisse da capo.

A volte durava ore.

Altre volte quella sensazione rimaneva sullo sfondo per giorni.
In alcuni casi anche per settimane, come se il corpo non riuscisse davvero a uscire da quello stato interno.

Anche le emozioni cambiavano forma, ma non si spegnevano davvero.

La rabbia diventava irritazione continua.
La preoccupazione restava nel corpo come pressione costante.
Alcune situazioni continuavano lentamente a filtrare tutto il resto.

E quando questo succede spesso, il sistema non reagisce più soltanto a quello che sta vivendo nel presente.

Inizia lentamente ad accumulare attivazione sopra altra attivazione.

Per questo a volte basta pochissimo per sentirsi improvvisamente saturi, irritati o senza spazio interno.

Non perché quella singola situazione sia troppo grande.

Più spesso perché il corpo sta ancora trattenendo molte delle tensioni precedenti.

Quando invece questa modalità inizia lentamente a cambiare, molte persone si accorgono che alcune situazioni smettono di occupare tutto lo spazio interno nello stesso modo.

Non perché spariscano subito.

Più semplicemente il sistema riesce a lasciarle andare prima.

La mente smette di tornarci continuamente.
Il corpo non continua a riattivarsi ogni volta nello stesso modo.
Serve meno tempo per uscire da quello stato interno.

A volte il cambiamento si riconosce soprattutto da questo: qualcosa succede… ma non continua a restare nel corpo per tutto il giorno come prima.

Ed è spesso proprio qui che molte persone iniziano a percepire una differenza molto concreta.

Non tutto continua più a lasciare dentro lo stesso livello di pressione, tensione e allerta anche dopo che la situazione è finita.

Anche emozioni e mente iniziano a muoversi diversamente

Quando il corpo smette lentamente di reagire continuamente a tutto, spesso cambia qualcosa anche nel modo in cui emozioni e pensieri attraversano la giornata.

Non perché spariscano.

Più spesso smettono di occupare immediatamente tutto lo spazio interno.

Alcune persone si accorgono che certe emozioni non travolgono più nello stesso modo.
Altre notano che la mente non riparte continuamente sopra alle stesse situazioni.
Altre ancora sentono meno bisogno di prepararsi subito al peggio o di controllare continuamente quello che potrebbe succedere.

A volte cambia soprattutto il tempo interno con cui le cose vengono vissute.

L’emozione arriva, ma il sistema non coincide più immediatamente con quella reazione.

La rabbia non diventa subito tensione continua.
La preoccupazione non occupa immediatamente tutta la mente.
La pressione non si trasforma automaticamente in allerta costante.

Compare più spazio.

E dentro quello spazio molte persone iniziano a riconoscere qualcosa che prima sembrava impossibile: le emozioni continuano ad attraversare il corpo e la mente, ma non sequestrano più tutto nello stesso modo.

Anche il rumore mentale cambia lentamente intensità.

La mente magari continua a pensare, ma smette di commentare continuamente tutto quello che succede, di preparare difese o di ripartire automaticamente sopra agli stessi pensieri.

E quando questo accade, molte persone iniziano a sentirsi più presenti anche nelle cose quotidiane.

Più lucidità.
Più continuità mentale.
Meno dispersione continua di energie.

Anche il lavoro, l’attenzione e la capacità di restare concentrati iniziano lentamente a cambiare qualità, perché il sistema non sta più utilizzando continuamente risorse per restare sempre pronto a reagire.

Cambia anche il modo di stare con sé stessi e con gli altri

Quando il corpo smette lentamente di vivere in una tensione continua, molte persone iniziano ad accorgersi che cambia anche il modo di stare nelle situazioni quotidiane.

Non tutto richiede più lo stesso sforzo interno.

Le relazioni pesano meno.
Le conversazioni richiedono meno difesa.
Anche i momenti di silenzio smettono lentamente di essere vissuti come qualcosa da riempire o sostenere continuamente.

A volte il cambiamento si sente soprattutto nel rapporto con sé stessi.

Il corpo sembra più presente.
Più abitato.
Meno spinto continuamente fuori da quello che sta vivendo.

Molte persone iniziano a riconoscere una sensazione diversa anche nelle cose semplici:
meno bisogno di prepararsi continuamente, meno sensazione di essere esposti, meno fatica nel restare dentro alle situazioni quotidiane.

Anche il lavoro e le relazioni cambiano qualità.

L’attenzione diventa più continua.
Le energie si disperdono meno.
Resta più spazio per esserci davvero, senza sentirsi continuamente trascinati fuori da quello che sta succedendo.

E spesso il cambiamento più importante non è sentirsi “sempre tranquilli”.

Più semplicemente il fatto che il mondo smette lentamente di essere vissuto come qualcosa rispetto a cui restare continuamente in difesa.

Molte persone descrivono questi cambiamenti in modi diversi.

A volte riguardano il rapporto con sé stessi, altre volte il modo di vivere le relazioni, il lavoro o le situazioni quotidiane.

Ho raccolto alcune delle esperienze e delle osservazioni che emergono più spesso nella pagina: Cosa cambia con questo lavoro.

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Esperienza del cambiamentoRegolazione psicofisica

Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

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