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Quando il corpo smette di trattenere tensione

I piccoli segnali che compaiono quando il corpo smette lentamente di restare sempre in tensione.

Cosa cambia in te quando la pressione interna diminuisce
1. Quando il corpo smette di trattenere tensione
2. Stanchezza persistente: cosa significa recuperare energie
3. Cosa succede quando inizi a reagire meno?
4. Pensare troppo: quando i pensieri iniziano a perdere potere
5. Quando il silenzio non crea più tensione
6. Quando il sonno smette di essere una battaglia

Quando la tensione nel corpo diventa abituale

Ci sono persone che convivono con la tensione nel corpo da così tanto tempo da non accorgersi quasi più di quanto il corpo stia trattenendo.

Non sempre si manifesta come rigidità evidente o dolore forte.
A volte è qualcosa di più continuo e difficile da spiegare.

Il respiro resta corto.
Le spalle rimangono rigide anche quando non ce n’è un motivo preciso.
La mandibola si stringe da sola.
La mente continua a muoversi anche nei momenti tranquilli.

E col tempo tutto questo può diventare abituale.

Ci si abitua ad avere sempre una parte del corpo contratta, a respirare in modo trattenuto oppure a sentirsi continuamente un po’ sotto pressione.

Per questo i primi cambiamenti, quando arrivano, spesso sembrano piccoli.
Ma chi vive da tempo questa condizione tende ad accorgersene subito.

Il respiro cambia prima di tante altre cose

A volte il primo segnale è semplicemente un respiro diverso.

Non più grande o perfetto.
Solo meno trattenuto.

Alcune persone si accorgono di riuscire a inspirare più a fondo senza provarci volontariamente.
Altre sentono che il petto si irrigidisce meno o che il respiro arriva un po’ più in basso nel corpo.

Sono differenze piccole, ma quando si vive da tempo con una forte tensione nel corpo diventano molto evidenti.

Per qualcuno succede all’improvviso.
Per altri compare solo in certi momenti della giornata.

A un certo punto ci si accorge semplicemente di stare respirando in modo diverso dal solito.
Meno costretto e trattenuto.

Magari dura poco.

Ma è proprio quella sensazione di di respirare in modo meno trattenuto che molte persone iniziano a riconoscere come qualcosa di diverso dal solito.

Quando il corpo smette di trattenere tensione

In altri casi il cambiamento si sente soprattutto nella muscolatura.

Le spalle sembrano meno sollevate.
Il collo tira meno.
La mandibola smette per un po’ di restare serrata continuamente.

A volte cambia anche il modo di stare seduti o appoggiarsi.
Come se il corpo facesse meno fatica a sostenersi tutto il tempo.

Non è una sensazione eclatante.
Più spesso è qualcosa di sottile.

Il corpo sembra meno “in difesa”.

Alcune persone raccontano anche piccoli tremori, leggere vibrazioni o formicolii nelle mani, nelle gambe o nella schiena.

Non sempre sanno descriverli bene.
Sentono solo che qualcosa nel corpo sta smettendo di trattenere nello stesso modo di prima.

A volte queste sensazioni compaiono proprio quando alcune zone molto rigide o contratte iniziano lentamente a rilassarsi e la circolazione riprende un po’ meglio.

In questo modo la tensione nel corpo inizia lentamente a cambiare forma.

Quando il corpo inizia a lasciarsi andare

Una cosa che molte persone non si aspettano è questa: quando il corpo smette lentamente di trattenere tensione, può emergere stanchezza.

Nasce gradualmente il bisogno di fermarsi, di sbadigliare oppure di riposare di più.

E spesso proprio in questi momenti ci si accorge di quanto il corpo fosse rimasto costantemente attivo per molto tempo.

Non è la stessa spossatezza di fine giornata.
È più la sensazione che il corpo stia finalmente rilasciando una tensione che tratteneva da molto tempo.

Alcune persone descrivono una specie di svuotamento.
Altre sentono che il corpo “cede” un poco.

A volte cambia anche il modo in cui arriva la stanchezza.

Non è più solo mentale.
Si sente nelle gambe, negli occhi e nel respiro.

A volte è proprio attraverso questa stanchezza diversa che molte persone iniziano a riconoscere quanto il corpo fosse rimasto per molto tempo impegnato a trattenere quella tensione e quanto cambi, invece, quando non è più costretto a trattenerla continuamente.

E spesso tutto questo viene frainteso.

Molte persone pensano di stare peggiorando, perché non sono abituate a sentire il corpo cambiare in questo modo.

Quella che sembra soltanto stanchezza può essere invece una delle prime sensazioni di rilassamento profondo che il corpo torna a percepire dopo molto tempo.

Anche mente ed emozioni cambiano

Quando il corpo si irrigidisce meno, spesso cambia qualcosa anche dentro.

Non necessariamente in modo forte o drammatico.

Più semplicemente alcune persone si accorgono che la mente smette di spingere continuamente nello stesso modo.

I pensieri magari continuano a esserci, ma sembrano meno invasivi.
Meno urgenti.

A volte cambia soprattutto il rapporto con quello che succede dentro.

Ci sono persone che si accorgono di riuscire a stare ferme qualche minuto senza sentirsi subito agitate.
Altre notano meno pressione interna continua.
Altre ancora sentono che la mente riparte meno velocemente appena compare un momento di silenzio.

Anche le emozioni possono cambiare modo di stare.

Non sempre emergono grandi consapevolezze o spiegazioni precise.
Più spesso cambia il livello di sovraccarico.

Può arrivare commozione senza un motivo chiaro.
Oppure una sensazione insolita di calma.
O semplicemente il fatto di non sentirsi continuamente “tesi anche dentro”.

Molte persone fanno fatica a descriverlo bene.

Sentono solo che la mente, per alcuni momenti, smette di restare continuamente in allerta e che le emozioni sembrano essere meno compresse.

Piccoli cambiamenti, ma molto concreti

Quando queste sensazioni iniziano a comparire, il corpo percepisce per la prima volta una differenza concreta tra la condizione a cui si era abituato e quella che emerge quando inizia lentamente a trattenere meno.

A volte il cambiamento non viene percepito subito come “benessere”.

Può essere qualcosa di più sottile da riconoscere: una sensazione diversa nel corpo, meno rigidità continua o meno bisogno di essere sempre pronti.

Ci sono persone che si accorgono che alcuni automatismi si abbassano anche solo per poco: il bisogno di controllare continuamente, di reagire subito, di restare sempre vigili anche quando non ce n’è realmente bisogno.

E proprio perché queste differenze rompono uno stato abituale che andava avanti da molto tempo, molte persone iniziano ad accorgersi di quanto quella tensione fosse diventata parte normale del loro modo di stare.

Nel mio lavoro parto proprio da queste condizioni, intervenendo su ciò che porta il corpo a restare continuamente in tensione e allerta.

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Esperienza del cambiamentoRegolazione psicofisica

Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

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