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Come riprendersi da un periodo di forte stress

Perché a volte il periodo difficile finisce, ma corpo e mente continuano a comportarsi come se fosse ancora presente.

Come riprendersi da un periodo di forte stress - Immagine di giovane donna che dipinge

Ci sono periodi della vita che sembrano travolgerci.

Un problema familiare, una separazione, difficoltà lavorative, una malattia, mesi di preoccupazioni continue o semplicemente un accumulo di responsabilità che cresce lentamente nel tempo.

Durante questi periodi spesso andiamo avanti perché non abbiamo alternative.

Facciamo quello che c’è da fare.

Resistiamo.

Teniamo duro.

Il problema è che, quando finalmente la situazione si alleggerisce, non sempre anche noi stiamo meglio.

Quando il periodo difficile non termina

Molte persone si aspettano che, una volta terminata la fase più impegnativa, il benessere ritorni automaticamente.

Ma non sempre accade.

La situazione esterna può essere cambiata.

Il problema può essere stato risolto.

Eppure il corpo continua a sentirsi affaticato.

La mente resta attiva.

Il sonno fatica a tornare regolare.

L’irritabilità aumenta facilmente.

È come se una parte di noi continuasse a comportarsi come se il periodo difficile non fosse mai finito.

Il corpo non dimentica immediatamente

Durante un periodo di forte stress il sistema nervoso si adatta per affrontare una condizione percepita come impegnativa.

Aumenta la vigilanza.

L’attenzione resta costantemente orientata verso ciò che potrebbe andare storto.

Il recupero passa in secondo piano.

Questo meccanismo può essere molto utile nel breve periodo.

Il problema nasce quando continua a funzionare anche dopo.

Il corpo non cambia modalità con un interruttore.

Ha bisogno di tempo per riconoscere che la situazione è realmente cambiata.

I segnali che stai ancora recuperando

Spesso non ci accorgiamo subito di essere ancora sotto l’effetto di un lungo periodo di stress.

I segnali possono essere molto diversi.

Ti senti stanco anche dopo aver riposato.

La mente continua a lavorare senza sosta.

Ti irriti più facilmente.

Hai meno pazienza.

Fai fatica a concentrarti.

Oppure senti semplicemente di non avere più la stessa energia di prima.

Molte persone interpretano questi segnali come un problema di carattere, di volontà o di motivazione.

In realtà possono essere semplicemente il segno che il sistema sta ancora cercando di recuperare.

Perché riposare non sempre basta

Quando ci sentiamo esausti, la prima soluzione che viene in mente è riposare.

E il riposo è importante.

Ma non sempre è sufficiente.

Se il sistema nervoso continua a mantenere uno stato di attivazione elevato, anche i momenti di pausa rischiano di non produrre il recupero che ci aspettiamo.

È il motivo per cui alcune persone tornano dalle vacanze ancora stanche.

Oppure si concedono momenti liberi senza riuscire davvero a sentirsi rigenerate.

Il recupero non dipende soltanto dalla quantità di tempo libero.

Dipende anche dalla capacità del corpo e della mente di uscire gradualmente dalla modalità di allerta.

Riprendersi significa creare le condizioni per il recupero

Non esiste una tecnica miracolosa che faccia sparire gli effetti di mesi o anni di stress.

Esistono però condizioni che favoriscono il recupero.

Rallentare quando possibile.

Dormire in modo più regolare.

Muovere il corpo.

Ridurre il sovraccarico non necessario.

Trovare momenti in cui riportare l’attenzione al presente.

Soprattutto, imparare a riconoscere ciò che accade dentro di noi invece di continuare a ignorarlo.

Più aumenta questa consapevolezza, più diventa facile accorgersi dei segnali che il corpo invia e rispondere in modo adeguato.

Recuperare significa anche imparare ad ascoltarsi

Quando attraversiamo un lungo periodo di stress, spesso perdiamo progressivamente il contatto con ciò che accade dentro di noi.

Ignoriamo la stanchezza.

Normalizziamo la tensione.

Ci abituiamo a una mente che continua a correre.

Molte persone arrivano a considerare normale vivere in uno stato di continua attivazione.

Per questo il recupero non dipende soltanto dal riposo.

Richiede anche di sviluppare una maggiore consapevolezza del corpo, delle emozioni e dei meccanismi che mantengono attiva la condizione di stress.

Pratiche come la mindfulness e approcci corporei come lo shiatsu possono favorire questo processo aiutando la persona a riconoscere più chiaramente tensioni, automatismi e stati di allerta che spesso passano inosservati.

Più aumenta questa capacità di ascolto, più diventa possibile intervenire prima che il sovraccarico si trasformi nuovamente in una condizione abituale.

Recuperare richiede tempo

Dopo un periodo di forte stress molte persone pretendono da sé stesse di tornare rapidamente come prima.

Ma il recupero raramente funziona così.

Spesso è un processo graduale.

Un insieme di piccoli cambiamenti che, giorno dopo giorno, permettono al sistema nervoso di ritrovare maggiore equilibrio.

Riprendersi da un periodo di forte stress non significa cancellare ciò che è successo.

Significa permettere al corpo e alla mente di uscire progressivamente da uno stato di allerta che è rimasto attivo più a lungo del necessario.

Ed è proprio da questo processo che possono tornare energia, lucidità e una sensazione più autentica di equilibrio e benessere.

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AnsiaStress cronicoTensione corporea

Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

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