Il mal di testa è uno dei disturbi sui quali, nella mia esperienza professionale, lo Shiatsu può offrire risultati particolarmente interessanti.
Non mi riferisco soltanto a quei mal di testa nei quali è evidente una forte componente tensiva.
Nel corso degli anni ho trattato persone nelle quali il dolore si presentava in modi molto differenti: come una pressione diffusa, una sensazione pulsante, un dolore concentrato in alcune zone della testa o a caschetto, oppure come episodi ricorrenti accompagnati da altri disturbi.
E proprio questa varietà permette di comprendere un aspetto importante dello Shiatsu: non esiste un unico trattamento per il mal di testa.
Due persone possono presentarsi entrambe con lo stesso disturbo e ricevere trattamenti anche molto diversi.
Perché il punto di partenza non è soltanto dove fa male, ma come quel mal di testa si inserisce nella condizione complessiva della persona.
Il mal di testa non è sempre lo stesso
Dire “ho mal di testa” descrive il sintomo, ma dice ancora poco sulla condizione nella quale quel dolore sta comparendo.
In una persona possono essere molto evidenti tensioni nella zona cervicale, nelle spalle o nella mandibola.
In un’altra il dolore può comparire soprattutto nei periodi di stanchezza o sovraccarico.
In altre ancora può avere caratteristiche differenti, presentarsi ciclicamente o essere accompagnato da nausea, sensibilità alla luce, alterazioni del sonno o altri disturbi.
Per questo, nello Shiatsu, non avrebbe molto senso trattare tutti allo stesso modo semplicemente perché il sintomo si manifesta nella testa.
Il trattamento parte sempre dalla persona.
Da come sta in quel momento, dalle tensioni presenti, dalla qualità del riposo, dal livello di energia e affaticamento, dallo stato emotivo e dalle relazioni che emergono attraverso la valutazione e il contatto.
Il mal di testa rimane il disturbo sul quale vogliamo intervenire.
Ma per farlo può essere necessario guardare anche a ciò che sta accadendo nel resto della persona.
Perché nello Shiatsu non lavoro soltanto sulla testa
Quando qualcosa fa male, viene spontaneo pensare che sia proprio quello il punto sul quale bisogna intervenire.
Nello Shiatsu non funziona necessariamente così.
Il trattamento può certamente coinvolgere testa, collo e spalle, ma può estendersi alla schiena, all’addome, agli arti o ad altre zone che apparentemente sembrano avere poco a che fare con il dolore.
Questo perché l’obiettivo non è semplicemente premere nel punto in cui compare il sintomo.
Lo Shiatsu utilizza pressioni statiche, perpendicolari e progressive, adattate alla persona e alla zona sulla quale si lavora.
Durante il trattamento alcune tensioni possono diminuire, il respiro può diventare più libero e la persona può entrare progressivamente in una condizione di maggiore distensione.
Altre volte i cambiamenti più interessanti possono emergere lavorando in zone apparentemente lontane dalla testa come mani o piedi per esempio.
In questo senso lo Shiatsu non si limita a intervenire sul sintomo, ma lavora sulla condizione nella quale quel dolore si sta manifestando.
Che cosa può cambiare attraverso il trattamento
Chi arriva con mal di testa, normalmente, vuole una cosa molto semplice: stare meglio.
Ed è importante non perdere questo punto dietro alle spiegazioni.
Nella mia esperienza professionale, durante un trattamento Shiatsu il dolore può diminuire anche sensibilmente e, in alcuni casi, modificarsi già nel corso della seduta.
Può cambiare intensità, diventare meno pressante oppure lasciare progressivamente spazio a una sensazione differente.
Non tutte le persone rispondono nello stesso modo e non tutti i mal di testa cambiano con gli stessi tempi.
Quando il disturbo tende a ripresentarsi, infatti, può essere più interessante osservare ciò che accade attraverso una serie di trattamenti.
Gli episodi possono diventare meno intensi, comparire meno frequentemente o durare meno.
In altri casi è la condizione generale della persona a modificarsi progressivamente insieme al modo in cui il mal di testa si presenta.
Lo scopo dello Shiatsu non è quindi soltanto produrre qualche minuto di rilassamento.
È cercare di favorire un cambiamento nella condizione complessiva che, in modi differenti da persona a persona, può partecipare al modo in cui il disturbo si manifesta.
Mal di testa, stress ed emozioni
Questa condizione non riguarda necessariamente soltanto muscoli, nervi, vasi sangugni o articolazioni.
Il mal di testa compare nella stessa persona che sta vivendo le proprie giornate, affrontando pressioni, dormendo, recuperando, provando emozioni e adattandosi continuamente a ciò che accade.
Periodi di forte stress, preoccupazione, rabbia, frustrazione o sovraccarico emotivo possono accompagnarsi a cambiamenti molto concreti nel corpo.
Possiamo modificare il respiro, aumentare il tono muscolare, la tensione, dormire peggio o fare più fatica a passare da una condizione di attivazione a una di riposo.
Questo non significa affermare che il mal di testa sia semplicemente “psicologico”.
Significa riconoscere che corpo ed esperienza emotiva non funzionano come due realtà indipendenti.
E la relazione può procedere anche nella direzione opposta. Un dolore che continua a tornare può diventare a sua volta fonte di preoccupazione, irritabilità e tensione.
Si può così creare una condizione nella quale aspetti fisici ed emotivi finiscono per influenzarsi reciprocamente.
Lo Shiatsu permette di entrare in questa relazione partendo dal corpo.
Una lettura più ampia nelle medicine tradizionali cinesi
La relazione tra manifestazioni fisiche, stato emotivo e condizione generale assume un significato ancora più ampio nelle medicine tradizionali cinesi, dalle quali lo Shiatsu ha ricevuto una parte importante dei propri modelli interpretativi.
In questa prospettiva, corpo, emozioni e condizione energetica vengono considerati aspetti interdipendenti.
Anche il mal di testa può quindi essere osservato attraverso caratteristiche differenti.
La localizzazione del dolore, il modo in cui viene percepito, i momenti nei quali tende a comparire, la condizione climatica, lo stato generale della persona e le relazioni tra i diversi meridiani contribuiscono alla lettura sulla quale viene costruito il trattamento.
Attraverso concetti tradizionali come Ki, meridiani, pieno e vuoto, l’operatore può individuare condizioni differenti e utilizzare strategie di trattamento diverse, lavorando per esempio attraverso la tonificazione o la dispersione.
Anche la dimensione emotiva entra in questa lettura.
Rabbia e frustrazione, paura, tristezza o rimuginio vengono tradizionalmente messi in relazione con movimenti energetici differenti e con le rispettive manifestazioni corporee.
Non si tratta di corrispondenze anatomiche o di diagnosi nel senso della medicina occidentale, ma di relazioni funzionali proprie dei modelli delle medicine tradizionali cinesi.
Ed è proprio questa lettura sistemica a spiegare perché due persone che riferiscono entrambe mal di testa, anche simili, possano ricevere trattamenti Shiatsu molto differenti.
Il sintomo può essere lo stesso.
La condizione della persona nella quale si manifesta può non esserlo affatto.
Quando il mal di testa continua a tornare
Un episodio occasionale e un mal di testa che continua a ripresentarsi pongono problemi differenti.
Quando il disturbo è ricorrente, il singolo trattamento può certamente essere utile per osservare come risponde la persona, ma diventa particolarmente interessante valutare come il mal di testa cambia nel tempo.
Non soltanto chiedersi “oggi mi è passato?”.
Possiamo osservare la frequenza degli episodi, la loro intensità, quanto durano e quanto interferiscono con la vita quotidiana.
Possiamo anche accorgerci che iniziano a cambiare alcune delle condizioni che abitualmente accompagnavano il disturbo.
Questo permette di spostare progressivamente l’attenzione dal singolo episodio a qualcosa di più ampio: come sta cambiando nel tempo il modo in cui quella persona vive e recupera dalle condizioni che accompagnano il suo mal di testa?
È qui che una serie di trattamenti può offrire qualcosa di diverso rispetto alla singola seduta.
Non soltanto cercare sollievo nel momento in cui compare il dolore, ma osservare se il disturbo comincia progressivamente a occupare meno spazio nella vita della persona.
Quando è necessaria una valutazione sanitaria
Dire che lo Shiatsu può offrire un sostegno a chi soffre di mal di testa non significa considerare tutte le cefalee allo stesso modo.
Esistono forme di mal di testa che richiedono diagnosi, accertamenti e trattamenti sanitari specifici.
Un dolore improvviso e particolarmente intenso, un mal di testa con caratteristiche nuove o molto diverse dal solito oppure associato ad altri sintomi importanti richiede una valutazione sanitaria.
Lo stesso vale quando frequenza o intensità del disturbo rendono necessario comprenderne l’origine.
Un operatore Shiatsu preparato deve conoscere i limiti del proprio intervento e sapere quando è opportuno indirizzare la persona verso un professionista sanitario.
Lo Shiatsu può trovare spazio anche come trattamento complementare, senza sostituire gli accertamenti o le cure necessarie.
Guardare oltre il mal di testa
Il dolore è spesso ciò che porta una persona a chiedere sostegno.
Ed è giusto occuparsene.
Ma ricevere Shiatsu significa avere la possibilità di osservare anche ciò che accade intorno a quel dolore: la condizione del corpo, le tensioni presenti, la capacità di recuperare, lo stato energetico ed emotivo e il modo in cui questi aspetti si influenzano reciprocamente.
Nella mia esperienza professionale, è proprio questa possibilità di lavorare sul mal di testa senza separarlo dalla persona che lo sta vivendo a rendere lo Shiatsu particolarmente interessante ed efficace.
Per alcune persone il cambiamento può essere percepibile già durante un trattamento. Per altre emerge progressivamente, osservando come il disturbo si modifica nel tempo.
Ma il punto di partenza rimane lo stesso.
Il dolore può essere nella testa.
La possibilità di stare meglio può cominciare lavorando sulla persona intera.

Questo articolo ha 0 commenti