Callout piè di pagina: contenuto
Vai a Probenessere — percorsi individuali e corsi per tensione, mente iperattiva, sovraccarico emotivo e dolori ricorrenti.

I benefici della mindfulness

I benefici della Mindfulness nascono dalla capacità di riconoscere ciò che accade nel corpo, nella mente e nelle emozioni, riducendo gli automatismi e recuperando maggiore libertà di risposta.

I benefici della mindfulness - Corsi Mindfulness Ravenna - Immagine di donna serena appoggiata ad un grande albero

Quando si parla dei benefici della Mindfulness è facile pensare soprattutto alla possibilità di sentirsi più calmi, ridurre lo stress o riuscire a rilassarsi.

Sono effetti che possono verificarsi.

Ma limitare la Mindfulness a questo significa perdere una parte importante di ciò che possiamo imparare attraverso la pratica.

La Mindfulness ci permette prima di tutto di riconoscere con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo mentre lo stiamo vivendo.

Possiamo accorgerci della tensione che compare nel corpo, riconoscere un’emozione mentre cresce, osservare una mente che continua a produrre pensieri o percepire l’impulso a reagire prima ancora di aver fatto qualcosa.

Sono esperienze che normalmente viviamo comunque.

La differenza è che molto spesso ce ne accorgiamo soltanto quando sono diventate abbastanza intense da catturare completamente la nostra attenzione.

Oppure reagiamo prima ancora di averle riconosciute.

È proprio qui che la pratica della Mindfulness può iniziare a cambiare qualcosa.

Molto di ciò che facciamo avviene automaticamente

Una parte importante del nostro funzionamento quotidiano non richiede una decisione consapevole.

Il corpo reagisce.

La mente produce pensieri.

Le emozioni modificano il modo in cui percepiamo ciò che sta accadendo.

E noi rispondiamo continuamente a tutto questo.

Se qualcuno ci critica possiamo irrigidirci immediatamente.

Se qualcosa ci preoccupa possiamo iniziare a pensarci continuamente.

Se proviamo un’emozione spiacevole possiamo cercare di allontanarla, controllarla o fare qualcosa per non sentirla.

Queste risposte non sono necessariamente sbagliate.

Molte hanno una funzione e fanno parte del modo in cui abbiamo imparato ad affrontare ciò che ci accade.

La difficoltà nasce quando diventano così automatiche da lasciarci poche alternative.

Possiamo continuare a pensare anche quando pensare non ci sta più aiutando.

Continuare a reagire nello stesso modo anche quando quella risposta non è più adatta alla situazione.

Oppure mettere in atto continuamente strategie che in alcuni momenti possono esserci utili, ma in altri finiscono per aumentare la difficoltà che stiamo vivendo.

Uno dei benefici più importanti della Mindfulness nasce dalla possibilità di rendere maggiormente riconoscibili questi automatismi mentre stanno accadendo.

Imparare a riconoscere il proprio stato

La Mindfulness non consiste soltanto nel comprendere intellettualmente quello che ci succede.

La pratica ci porta a farne esperienza.

Quando portiamo attenzione al respiro possiamo accorgerci di come stiamo respirando.

Quando esploriamo le sensazioni corporee possiamo riconoscere tensione, agitazione, pesantezza, calore o rilassamento.

Quando osserviamo la mente possiamo accorgerci della quantità di pensieri che produce e di quanto facilmente veniamo trascinati da essi.

Quando incontriamo un’emozione possiamo riconoscere come viene vissuta nel corpo e quali reazioni tende ad attivare.

Progressivamente diventiamo più capaci di distinguere stati che prima potevano sembrarci semplicemente normali.

Possiamo accorgerci, per esempio, di essere molto più tesi di quanto pensassimo.

Di avere la mente continuamente impegnata.

Di essere stanchi ma incapaci di fermarci.

Oppure di reagire molto rapidamente in determinate situazioni.

Riconoscere il proprio stato è importante perché è difficile regolare qualcosa di cui non ci accorgiamo.

Ma diventare più consapevoli di ciò che accade non riguarda soltanto il corpo.

Cambia anche il rapporto che possiamo avere con ciò che pensiamo e proviamo.

I pensieri rimangono pensieri

Pensare è indispensabile.

Ci permette di pianificare, ricordare, prevedere, comprendere e risolvere problemi.

Ma non tutti i pensieri richiedono necessariamente la nostra attenzione o una risposta.

La mente può riproporre continuamente una preoccupazione.

Anticipare qualcosa che potrebbe accadere.

Ripercorrere una conversazione.

Criticare ciò che abbiamo fatto.

Oppure cercare ancora una soluzione a un problema sul quale abbiamo già pensato moltissimo.

Quando siamo completamente coinvolti in questo processo, ciò che pensiamo può sembrarci indistinguibile da ciò che sta realmente accadendo.

Con la pratica impariamo progressivamente a riconoscere un pensiero mentre compare.

Non dobbiamo necessariamente eliminarlo, modificarlo o convincerci del contrario.

Possiamo accorgerci che stiamo pensando.

Questo piccolo cambiamento può modificare profondamente il rapporto con l’attività mentale.

Il pensiero continua a esserci, ma non deve necessariamente decidere dove andrà la nostra attenzione o quale sarà la nostra prossima reazione.

Possiamo vivere un’emozione senza dover reagire immediatamente

Qualcosa di simile accade con le emozioni.

Paura, rabbia, tristezza, frustrazione e preoccupazione non sono errori da eliminare.

Sono parte della nostra esperienza e possono fornirci informazioni importanti su ciò che stiamo vivendo.

La difficoltà nasce quando l’emozione e la nostra risposta diventano praticamente una cosa sola.

Proviamo rabbia e reagiamo.

Proviamo paura ed evitiamo.

Sentiamo disagio e cerchiamo immediatamente di farlo scomparire.

La Mindfulness introduce la possibilità di riconoscere ciò che stiamo provando prima di essere completamente trascinati dalla risposta che normalmente segue.

Questo non significa diventare distaccati o controllare continuamente le emozioni.

Significa poterle vivere mantenendo una maggiore possibilità di risposta.

Possiamo sentire rabbia senza dover necessariamente agire attraverso la rabbia.

Possiamo sentire paura e valutare comunque ciò che vogliamo fare.

Possiamo attraversare un momento di tristezza senza considerare quella condizione qualcosa che deve essere immediatamente eliminato.

Gestire un’emozione non significa necessariamente farla diminuire. Significa anche recuperare libertà nel modo in cui possiamo viverla e risponderle.

Non tutto ciò che sentiamo deve essere combattuto

Di fronte a un’esperienza spiacevole è naturale cercare di modificarla.

Ma non sempre possiamo farlo immediatamente.

E a volte il tentativo continuo di liberarci da ciò che sentiamo può aggiungere un’ulteriore difficoltà a quella che stiamo già vivendo.

Possiamo avere paura della paura.

Arrabbiarci perché siamo agitati.

Giudicarci perché continuiamo a pensare.

Preoccuparci perché non riusciamo a rilassarci.

In questi casi non c’è soltanto l’esperienza iniziale.

C’è anche la nostra reazione al fatto che quell’esperienza sia presente.

Questo non significa che ogni sofferenza dipenda dal modo in cui reagiamo ad essa.

Significa però che possiamo aggiungere tensione a una condizione già difficile quando gran parte delle nostre energie viene utilizzata per combattere qualcosa che, in quel momento, è già presente.

La Mindfulness ci permette di fare esperienza anche di un’altra possibilità: rimanere per qualche momento in contatto con ciò che sentiamo senza doverlo immediatamente eliminare.

Ed è proprio qui che diventa importante comprendere che cosa significhi realmente accettare.

Accettare non significa rassegnarsi

L’accettazione è uno dei concetti della Mindfulness che più facilmente può essere frainteso.

Accettare ciò che stiamo vivendo non significa pensare che vada bene.

E non significa rinunciare a cambiarlo.

Se siamo arrabbiati, riconoscere che siamo arrabbiati non significa approvare ciò che è successo.

Se una situazione ci fa soffrire, riconoscere quella sofferenza non significa decidere di rimanere nella situazione.

Accettare significa innanzitutto riconoscere la realtà dell’esperienza che stiamo vivendo in questo momento.

Proprio perché possiamo riconoscere con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo, possiamo anche comprendere meglio come vogliamo rispondere.

La rassegnazione riduce le possibilità di azione.

La consapevolezza può invece aumentarle.

La Mindfulness può aiutarci a regolare il nostro stato

Fin qui abbiamo visto come la pratica possa aiutarci a riconoscere ciò che accade e a non essere immediatamente trascinati dalle risposte che normalmente seguono.

Ma la Mindfulness non ci insegna soltanto a osservare.

Attraverso il respiro, il contatto con il corpo, il body scan e altre pratiche possiamo fare esperienza diretta di come il nostro stato può modificarsi.

Possiamo sperimentare un cambiamento nel respiro, nella tensione del corpo, nel livello di attivazione o nel modo in cui la mente continua a inseguire ciò che la preoccupa.

Non dobbiamo necessariamente riuscire a produrre ogni volta uno stato di calma.

Il punto è fare progressivamente esperienza del fatto che il modo in cui stiamo non è qualcosa di completamente fisso.

La pratica non ci insegna quindi soltanto a riconoscere uno stato, ma anche a sperimentare concretamente che quello stato può cambiare.

Con il tempo possiamo diventare più capaci di riconoscere ciò che sta accadendo prima che una determinata condizione diventi molto intensa e utilizzare ciò che abbiamo imparato attraverso la pratica per risponderle.

È in questo senso che la Mindfulness può contribuire a sviluppare una maggiore capacità di regolazione.

Dalla pratica alla vita quotidiana

Praticare Mindfulness non significa soltanto dedicare alcuni minuti della giornata alla meditazione.

La pratica formale crea uno spazio nel quale possiamo allenare intenzionalmente attenzione e consapevolezza.

Ma il suo significato non rimane confinato al tempo dedicato alla pratica.

Progressivamente, ciò che impariamo a riconoscere mentre meditiamo può diventare riconoscibile anche mentre lavoriamo, parliamo con qualcuno, affrontiamo una difficoltà o siamo immersi nelle normali attività della giornata.

La pratica crea così una continuità tra ciò che impariamo mentre meditiamo e il modo in cui viviamo le nostre giornate.

Non pratichiamo soltanto per stare diversamente durante una meditazione.

Pratichiamo perché quella consapevolezza possa diventare disponibile mentre la vita sta accadendo.

Il beneficio più importante: recuperare flessibilità

I benefici della Mindfulness possono quindi manifestarsi in modi differenti.

Possiamo diventare più capaci di riconoscere ciò che accade nel corpo.

Essere meno trascinati dai pensieri.

Vivere le emozioni con maggiore libertà.

Accorgerci prima delle nostre reazioni.

Riconoscere alcuni automatismi.

Sperimentare modi diversi di rispondere allo stato in cui ci troviamo.

Ma questi cambiamenti hanno qualcosa in comune.

Aumentano le possibilità che abbiamo di rispondere a ciò che stiamo vivendo.

Ed è proprio questa maggiore possibilità di risposta che può diventare importante quando siamo sotto pressione, quando la mente continua a pensare, quando un’emozione diventa intensa o quando ci accorgiamo di reagire sempre nello stesso modo.

Essere flessibili non significa reagire sempre con calma, non provare emozioni spiacevoli o avere continuamente il controllo di ciò che accade dentro di noi.

Significa non essere costretti a rispondere sempre nello stesso modo.

A volte avremo bisogno di fermarci.

A volte di agire.

A volte di lasciare passare un pensiero.

A volte di ascoltarlo.

A volte di rimanere con un’emozione.

A volte di utilizzare ciò che quell’emozione ci sta mostrando per cambiare qualcosa.

Il beneficio più profondo della Mindfulness non è quindi raggiungere uno stato ideale, ma recuperare una maggiore flessibilità nel modo in cui possiamo vivere e rispondere alla nostra esperienza.

Per altri post sui seguenti argomenti clicca un tag.

Mindfulness

Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante torna in alto