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Shiatsu e disturbi muscolo-scheletrici

Perché tensioni, rigidità e dolori ricorrenti non dipendono sempre soltanto dalla zona che fa male e come lo shiatsu interviene su compensazioni posturali e limitazioni del movimento.

Operatore shiatsu esegue pressioni sulla schiena durante un trattamento per tensioni muscolari e rigidità posturali

Dolori muscolari, rigidità articolare, tensioni al collo e alle spalle, mal di schiena e difficoltà di movimento sono tra le situazioni per cui più frequentemente le persone si rivolgono allo shiatsu.

In molti casi il problema non riguarda soltanto il punto in cui compare il dolore.

Una spalla rigida può influenzare il collo. Una tensione nella zona lombare può modificare il modo di camminare. Un’alterazione dell’appoggio del piede può creare compensazioni che coinvolgono ginocchia, bacino e schiena.

Per questo motivo lo shiatsu non osserva il corpo come un insieme di parti separate, ma come un sistema in cui ogni struttura influenza le altre.

Quando il dolore non riguarda solo il punto che fa male

Quando compare un dolore, l’attenzione si concentra naturalmente sulla zona interessata.

È una reazione comprensibile.

Se il collo è bloccato, si guarda al collo. Se fa male la schiena, si guarda alla schiena.

Tuttavia il corpo raramente funziona in modo così isolato.

Spesso il dolore rappresenta il punto in cui una condizione diventa evidente, ma non necessariamente il punto da cui ha avuto origine.

Per esempio, una tensione persistente delle spalle può modificare la posizione della testa.

Nel tempo questo adattamento può aumentare il carico sulla muscolatura cervicale e favorire la comparsa di dolore.

Allo stesso modo, una limitazione di mobilità del bacino può influenzare la colonna lombare e modificare il modo in cui il peso viene distribuito durante il movimento.

Lo shiatsu interviene considerando queste relazioni e cercando di favorire una migliore re-distribuzione delle tensioni all’interno del corpo.

Quando la postura si adatta alle tensioni

La postura non è semplicemente il modo in cui stiamo in piedi.

È il risultato di un continuo lavoro di adattamento che il corpo compie per mantenere equilibrio e stabilità.

Quando una zona diventa particolarmente rigida o contratta, il resto del corpo tende ad organizzarsi per compensare.

Una spalla più alta dell’altra.

Il bacino leggermente inclinato.

La testa proiettata in avanti.

Una gamba che lavora più dell’altra.

Spesso questi adattamenti si sviluppano gradualmente e diventano così abituali da non essere più percepiti.

Con il tempo però possono aumentare il lavoro richiesto alla muscolatura e contribuire alla comparsa di affaticamento, rigidità e dolore.

Uno degli aspetti interessanti dello shiatsu è che il profondo stato di rilassamento che accompagna il trattamento permette spesso di percepire tensioni e contrazioni che normalmente passano inosservate.

Quando il corpo riduce il livello di tensione, diventa più facile riconoscere gli adattamenti che si sono costruiti nel tempo e recuperare una maggiore libertà di movimento.

Quando il corpo inizia a trattenere tensione

I muscoli non servono soltanto a produrre movimento.

Hanno anche il compito di stabilizzare il corpo e proteggerlo.

Per questo motivo tendono a contrarsi quando percepiscono la necessità di sostenere una situazione fisicamente o emotivamente impegnativa.

Il problema nasce quando questa contrazione non riesce più a lasciare spazio al recupero.

Alcuni gruppi muscolari rimangono costantemente attivi.

Altri iniziano a lavorare più del necessario.

Con il tempo il corpo consuma più energia per mantenere l’equilibrio e aumenta la sensazione di stanchezza e pesantezza.

Attraverso le sue pressioni e le mobilizzazioni dolci, lo shiatsu favorisce una progressiva riduzione delle tensioni e una migliore disponibilità al movimento.

Quando i muscoli non sono costretti a lavorare continuamente in difesa, possono recuperare maggiore elasticità, mobilità e capacità di adattamento.

Perché una rigidità può influenzare zone lontane

Quando si parla di muscoli e articolazioni, spesso si immagina il corpo come un insieme di strutture separate.

In realtà esiste una continuità rappresentata dalla fascia, un tessuto connettivo che collega e avvolge muscoli, tendini, articolazioni e organi.

Per questo una tensione presente in una zona del corpo può avere effetti anche a distanza.

Una rigidità del torace può influenzare il collo.

Una limitazione del bacino può modificare il lavoro della schiena.

Una tensione persistente delle gambe può alterare il modo di camminare.

Questo non significa che ogni dolore dipenda sempre da una zona lontana, ma che il corpo tende a distribuire le tensioni lungo catene funzionali che coinvolgono più strutture contemporaneamente.

Lo shiatsu considera queste connessioni e lavora sul corpo come un insieme, cercando di favorire una distribuzione più armoniosa delle tensioni.

L’approccio del corpo nel suo insieme

Quando si parla di disturbi muscolo-scheletrici, l’attenzione tende spesso a concentrarsi esclusivamente sulla parte che fa male.

Lo shiatsu propone una prospettiva diversa.

Senza sostituirsi alle valutazioni e alle indicazioni mediche, considera il corpo come un sistema in cui dolore, postura, muscoli, movimento e adattamento sono strettamente collegati.

Per questo motivo viene utilizzato da molte persone che desiderano affiancare ai percorsi già intrapresi un lavoro corporeo orientato al riequilibrio, alla percezione di sé e al recupero di una maggiore libertà di movimento.

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Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

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