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Mindfulness Relazionale: coltivare la presenza consapevole nelle relazioni

Come la mindfulness aiuta a riconoscere emozioni, automatismi e modalità relazionali mentre siamo in contatto con gli altri.

Mindfulness relazionale - Immagine di coppia riflessa in una pozzanghera

Le relazioni occupano una parte importante della nostra vita.

Passiamo gran parte delle giornate a parlare, ascoltare, collaborare, confrontarci o semplicemente stare insieme ad altre persone.

Eppure, proprio nelle relazioni, spesso emergono alcune delle nostre reazioni più automatiche.

Una parola può irritarci.

Una critica può farci chiudere.

Un’incomprensione può generare distanza.

Un silenzio può essere interpretato come rifiuto.

Molto spesso tutto questo accade senza che ce ne accorgiamo davvero.

La mindfulness relazionale nasce proprio per portare maggiore consapevolezza in questi momenti.

Perché le relazioni sono uno specchio

Le relazioni hanno una caratteristica particolare.

Tendono a mettere in luce aspetti di noi stessi che da soli faticheremmo a vedere.

Le nostre aspettative, i nostri bisogni e le nostre paure.

Le nostre modalità abituali di reagire.

Per questo motivo le relazioni possono diventare una straordinaria occasione di conoscenza di sé.

Non perché gli altri debbano cambiarci, ma perché attraverso la relazione possiamo osservare con maggiore chiarezza ciò che accade dentro di noi.

Accorgersi di cosa succede mentre siamo con gli altri

Quando siamo coinvolti in una conversazione, la nostra attenzione è spesso rivolta esclusivamente all’esterno.

Ascoltiamo ciò che l’altro dice, cerchiamo cosa rispondere, valutiamo se siamo d’accordo oppure no.

Nel frattempo però accadono molte altre cose.

Si attivano pensieri.

Emergono emozioni.

Il corpo manifesta tensioni, aperture o chiusure.

A volte il respiro cambia.

Altre volte compare agitazione o disagio.

La mindfulness relazionale aiuta a sviluppare la capacità di osservare questi processi mentre stanno accadendo.

L’ascolto non è così semplice come sembra

Molte persone pensano di ascoltare.

In realtà spesso ascoltano solo fino al momento in cui nasce il desiderio di rispondere.

Oppure ascoltano filtrando tutto attraverso le proprie convinzioni, aspettative o preoccupazioni.

L’ascolto consapevole richiede qualcosa di diverso.

Richiede la disponibilità a rimanere presenti.

A sospendere per qualche istante il giudizio.

Ad accorgersi delle proprie reazioni senza lasciarsi guidare automaticamente da esse.

Questo non significa essere passivi o rinunciare alle proprie idee.

Significa creare uno spazio che permetta all’altro di essere realmente ascoltato.

Quando reagiamo senza accorgercene

Una delle scoperte più interessanti della mindfulness relazionale riguarda proprio gli automatismi.

Molte reazioni avvengono così rapidamente da sembrare inevitabili.

Una critica può generare immediatamente difesa.

Un’opinione diversa dalla nostra può provocare chiusura.

Una situazione di conflitto può attivare tensione nel corpo e una cascata di pensieri.

La mindfulness relazionale non elimina queste reazioni.

Aiuta piuttosto a riconoscerle nel momento in cui si manifestano.

E quando una reazione viene vista con chiarezza, aumenta la possibilità di scegliere come rispondere invece di reagire automaticamente.

Essere autentici senza indossare maschere

Molte relazioni vengono condizionate dal bisogno di apparire in un certo modo.

Essere sempre forti.

Essere sempre disponibili.

Essere sempre all’altezza delle aspettative.

Con il tempo queste strategie possono creare distanza tra ciò che mostriamo e ciò che realmente stiamo vivendo.

La mindfulness relazionale favorisce una maggiore autenticità.

Aiuta a riconoscere i propri bisogni, i propri limiti e le proprie emozioni senza doverli nascondere continuamente.

L’autenticità non significa dire tutto ciò che si pensa.

Significa portare nella relazione una presenza più sincera e meno condizionata dalle maschere abituali.

La relazione come occasione di consapevolezza

Spesso immaginiamo la mindfulness come una pratica che si svolge in silenzio, da soli, durante la meditazione.

In realtà una parte importante del lavoro inizia proprio quando entriamo in relazione con gli altri.

Ogni incontro può diventare un’opportunità per osservare con maggiore chiarezza il nostro modo di ascoltare, comunicare, reagire e stare in contatto con ciò che proviamo.

Per questo la mindfulness relazionale non riguarda soltanto il miglioramento delle relazioni.

Riguarda soprattutto lo sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé all’interno delle relazioni.

Ed è proprio da questa consapevolezza che possono nascere relazioni più autentiche, profonde e significative.

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Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

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