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Come iniziare a meditare quando la mente non si ferma.

Imparare a meditare fin da bambini potrebbe avere effetti incredibili su tutti noi. Meditare aiuta celebrità dello sport a vincere le gare più impegnative, gli studenti a superare gli esami più difficili. Perché non dovresti iniziare a meditare anche tu?

Uomo seduto su muretto a gambe incrociate in meditazione

Non si inizia a meditare perché si è convinti.

Si inizia quando qualcosa, dentro, crea tensione.

Quando la mente continua a restare attiva anche quando non serve.
Quando il corpo fatica a rilassarsi.
Quando una tensione rimane, anche in assenza di un motivo preciso.

Spesso prende forma così: tensione che si accumula, sovraccarico emotivo, dolori che ritornano senza una causa chiara.

È da qui che molte persone iniziano.

Non da una ricerca spirituale, ma da un’esperienza molto concreta.

Non è una tecnica per calmarsi

All’inizio è facile fraintendere.

Si pensa che meditare significhi rilassarsi, svuotare la mente, stare bene.

E allora si prova a farlo “nel modo giusto”.

Ma più si prova a rilassarsi, più spesso il corpo resta attivo.
Più si cerca di fermare i pensieri, più la mente si muove.

Non perché si sta sbagliando.

Perché si sta cercando di ottenere qualcosa.

La meditazione, invece, non funziona in questo modo.

Non è una tecnica per calmarsi.
È uno spazio in cui iniziare a vedere cosa sta succedendo.

Il punto di partenza è il corpo

Quando la mente è molto attiva, partire dalla mente diventa difficile.

Il punto di accesso più semplice è il corpo.

Non per modificarlo.
Per sentirlo.

Sedersi.

Appoggiare i piedi.

Lasciare il peso.

E portare l’attenzione a qualcosa di concreto, come il respiro.

Non per controllarlo.
Per accorgersi che c’è.

Cosa succede davvero quando inizi

Dopo pochi istanti succede quasi sempre la stessa cosa.

La mente si allontana.

Il corpo si irrigidisce.

Arriva fastidio, distrazione, impazienza.

È qui che molte persone pensano di non essere portate.

In realtà è esattamente il punto in cui la pratica inizia.

Perché quello che emerge non è un ostacolo.
È ciò che normalmente rimane in sottofondo.

Non devi fermare nulla

Uno degli errori più comuni è cercare di bloccare ciò che accade.

Fermare i pensieri.

Eliminare la tensione.

Raggiungere uno stato diverso.

Questo crea un effetto opposto.

Il sistema si irrigidisce ancora di più.

Iniziare a meditare significa fare un passaggio diverso.

Accorgersi che la mente si è allontanata.

E tornare.

Accorgersi che il corpo è teso.

E restare.

Senza intervenire subito.

Il rilassamento non si forza

Molte persone arrivano alla meditazione perché vogliono rilassarsi.

È comprensibile.

Ma il rilassamento non è qualcosa che si ottiene direttamente.

Quando si cerca di produrlo, diventa un altro obiettivo da raggiungere.

E il sistema resta attivo.

Quando invece l’attenzione si stabilizza nel corpo, senza forzare, qualcosa cambia.

Il corpo può iniziare a lasciare andare ciò che stava trattenendo.

Non subito.

Non sempre in modo evidente.

Ma progressivamente.

Il rilassamento, in questo senso, è un effetto collaterale della presenza.

Quando sembra di non riuscire

All’inizio è normale avere la sensazione di non riuscire.

La mente continua a muoversi.

Il corpo non segue.

La tensione rimane.

Non è un limite personale.

È il modo in cui il sistema sta funzionando in quel momento.

E proprio per questo ha senso iniziare da lì.

Non per cambiarlo subito.

Per riconoscerlo.

Quanto tempo serve

Non serve molto tempo.

All’inizio bastano venti minuti.

Più che la durata, conta la continuità.

Sedersi ogni giorno, anche per poco, permette al sistema di iniziare a riconoscere una possibilità diversa.

Non è qualcosa che si ottiene in una volta.

È qualcosa che si costruisce nel tempo.

Non è separata dalla vita

La meditazione non è qualcosa da fare solo in un contesto preciso.

Può iniziare anche nei momenti più semplici.

Quando sei seduto.

Quando aspetti.

Quando ti fermi un attimo durante la giornata.

È lì che puoi accorgerti di cosa sta succedendo.

E iniziare a portare attenzione.

Quando l’attivazione resta nel tempo

Quando questa condizione si prolunga, può diventare difficile riconoscerla.

La tensione diventa lo sfondo.

La mente attiva diventa normale.

Il corpo contratto diventa familiare.

È qualcosa che spesso si sviluppa in modo graduale.

Fino a non essere più messo in discussione.

Questo passaggio è quello che descrivo nella sequenza della catena dello stress.

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Operatore e Insegnante di Shiatsu I.R.T.E.
Istruttore A.I.M. di protocolli mindfulness based (MBSR) per privati e aziende.

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