Lo Shiatsu lavora direttamente sul corpo attraverso pressioni statiche, graduali e perpendicolari eseguite principalmente con pollici, palmi e altre parti del corpo dell’operatore.
Ma ciò che accade durante un trattamento non riguarda soltanto il punto sul quale viene esercitata una pressione.
Il corpo risponde continuamente al contatto, modifica il proprio tono, lascia emergere zone di maggiore rigidità o sensibilità e può progressivamente abbandonare tensioni che fino a quel momento venivano mantenute senza che ce ne accorgessimo.
È uno degli aspetti più interessanti del lavoro corporeo: non sempre siamo consapevoli dello stato in cui si trova il nostro corpo finché qualcosa non ci permette di sentirlo diversamente.
Non sempre ci accorgiamo di quanta tensione stiamo mantenendo
Una tensione intensa è facile da riconoscere.
Molto meno evidente è quella che si sviluppa gradualmente e rimane presente abbastanza a lungo da diventare familiare.
Possiamo continuare a tenere sollevate le spalle, irrigidire la mandibola, contrarre l’addome, respirare in modo superficiale o mantenere alcune zone del corpo costantemente rigide senza accorgercene più con chiarezza.
Il tono muscolare cambia continuamente in relazione al movimento, alla postura, allo sforzo e anche alle situazioni che viviamo.
In condizioni di pressione prolungata, però, alcuni schemi di tensione possono essere mantenuti più facilmente e diventare parte del nostro modo abituale di stare nel corpo.
Per questo a volte ci rendiamo conto di quanto eravamo contratti soltanto nel momento in cui quella contrazione diminuisce o sparisce.
Che cosa accade durante un trattamento Shiatsu
Nello Shiatsu il contatto non viene utilizzato per forzare il corpo a rilassarsi.
La pressione viene adattata alla persona, alla zona trattata e alla risposta che emerge sotto le mani dell’operatore.
Alcune aree possono apparire rigide e resistenti, altre più cedevoli, altre ancora particolarmente sensibili. E queste caratteristiche possono modificarsi nel corso dello stesso trattamento.
Anche la persona può percepire cambiamenti molto diversi: calore, pesantezza, leggerezza, maggiore mobilità, diminuzione della tensione oppure semplicemente una sensazione più chiara di una parte del corpo che prima sembrava quasi assente dalla propria attenzione.
Il trattamento diventa così anche un’esperienza percettiva.
Non si tratta soltanto di ricevere delle pressioni, ma di avere la possibilità di sentire il proprio corpo mentre cambia.
Percepire il corpo dall’interno
Normalmente conosciamo il nostro corpo soprattutto attraverso ciò che vediamo o attraverso ciò che facciamo con esso.
Ma esiste anche una percezione che arriva dall’interno.
Possiamo accorgerci del respiro, del battito, della temperatura, della tensione muscolare, della posizione delle diverse parti del corpo e di molte altre sensazioni che cambiano continuamente.
Questa capacità di percepire ciò che accade all’interno dell’organismo viene oggi studiata anche attraverso concetti come interocezione e propriocezione.
Non significa che lo Shiatsu sia una “tecnica interocettiva”.
Significa piuttosto che il contatto corporeo può offrire condizioni nelle quali alcune sensazioni diventano più evidenti e quindi più facilmente riconoscibili.
Ed è qui che il lavoro sulla tensione acquista una dimensione diversa.
Prima di poter modificare qualcosa, spesso dobbiamo riuscire a percepire che cosa stiamo mantenendo.
La tensione non è soltanto qualcosa da eliminare
Considerare ogni tensione come un problema da rimuovere sarebbe troppo semplice.
La tensione muscolare ha una funzione.
Ci permette di muoverci, mantenere la postura, prepararci all’azione e rispondere alle richieste dell’ambiente.
La questione diventa diversa quando perdiamo parte della capacità di passare con facilità da uno stato all’altro.
Possiamo avere difficoltà a lasciare andare la tensione dopo uno sforzo, continuare a sentirci contratti durante il riposo oppure accorgerci che alcune zone tornano rapidamente allo stesso stato anche dopo essersi rilassate.
Da questa prospettiva, l’obiettivo non è avere un corpo permanentemente rilassato.
È recuperare maggiore possibilità di cambiamento, di flessibilità.
Contrarsi quando serve e lasciare andare quando non serve più.
Attivarsi e successivamente recuperare.
Percepire ciò che sta accadendo prima che la tensione diventi l’unico stato che riconosciamo.
Dal trattamento alla vita quotidiana
Una seduta di Shiatsu ha una durata limitata, ma ciò che sperimentiamo durante il trattamento può diventare un riferimento anche fuori dalla seduta.
Sentire una zona abitualmente rigida diventare più morbida permette, per esempio, di riconoscere con maggiore facilità quando quella stessa tensione ricompare.
Accorgersi che il respiro cambia insieme alla tensione del torace o dell’addome può rendere più evidente qualcosa che normalmente avviene senza attirare la nostra attenzione.
E sperimentare una condizione corporea differente può mostrarci concretamente che lo stato in cui ci troviamo non è necessariamente l’unico possibile.
È anche per questo che nel mio lavoro considero importante la relazione tra Shiatsu e consapevolezza corporea.
Non perché sia necessario analizzare continuamente ciò che sentiamo, ma perché aumentare la capacità di riconoscere i propri stati corporei può aiutarci a cogliere prima ciò che sta avvenendo dentro e fuori da noi.
Un lavoro che parte dal corpo
Lo Shiatsu nasce all’interno di una tradizione che descrive il funzionamento della persona attraverso meridiani, Ki e relazioni energetiche.
Questo linguaggio continua a rappresentare una parte importante della disciplina e della sua formazione.
Allo stesso tempo, possiamo osservare l’esperienza del trattamento anche da una prospettiva molto concreta: una persona riceve un contatto, il corpo risponde e qualcosa nel modo in cui viene percepito cambia.
Tensione e rilassamento non sono due condizioni assolute. Sono stati che possono modificarsi continuamente.
Lavorare attraverso il corpo significa anche creare la possibilità di riconoscere questi cambiamenti mentre avvengono.
Perché possiamo abituarci alla tensione fino a considerarla normale.
A volte è soltanto quando il corpo cambia che ci accorgiamo di quanto avevamo dimenticato cosa significa stare davvero bene.

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