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Mindfulness non è solo prendersi tempo per rilassarsi

Perché la mindfulness non nasce per rilassarsi, ma per sviluppare una maggiore consapevolezza di pensieri, emozioni, reazioni e automatismi che influenzano il modo in cui viviamo.

Coppia rilassata sul divano in un momento di presenza e condivisione consapevole

Molte persone si avvicinano alla mindfulness pensando che serva soprattutto a rilassarsi.

Non è difficile capire il perché.

Viviamo spesso giornate piene di impegni, pensieri e responsabilità. È quindi naturale cercare qualcosa che permetta di rallentare, recuperare energie o trovare un po’ di tranquillità.

E in effetti, durante la pratica, può accadere di sentirsi più calmi e rilassati.

Ma la mindfulness non nasce per questo.

Il rilassamento può essere una conseguenza della pratica, non il suo obiettivo principale.

Il rilassamento può esserci, ma non è il vero scopo

Molte tecniche hanno come finalità diretta quella di favorire il rilassamento.

La mindfulness segue una strada diversa.

L’attenzione non viene rivolta alla ricerca di uno stato particolare, ma all’esperienza che stiamo vivendo in questo preciso momento.

Il respiro.

Le sensazioni del corpo.

I pensieri.

Le emozioni.

Le reazioni che si attivano continuamente nel corso della giornata.

La pratica consiste nell’osservare tutto questo con maggiore chiarezza, senza cercare immediatamente di cambiarlo, controllarlo o allontanarlo.

La mindfulness cambia il modo in cui osservi ciò che vivi

Una delle scoperte più frequenti durante la pratica riguarda proprio questo aspetto.

Molte persone si rendono conto di trascorrere gran parte della giornata immerse nei propri pensieri senza accorgersene.

Altre scoprono quanto facilmente vengano trascinate dalle emozioni o dalle preoccupazioni.

Altre ancora si accorgono di quanto poco ascoltino davvero il proprio corpo.

La mindfulness sviluppa gradualmente la capacità di osservare questi processi mentre stanno accadendo.

Non per giudicarli.

Non per eliminarli.

Ma per riconoscerli con maggiore chiarezza.

Il problema non è ciò che accade, ma quanto ne siamo trascinati

Pensieri, emozioni e difficoltà fanno parte della vita di tutti.

La differenza spesso non sta nella loro presenza, ma nel modo in cui entriamo in relazione con essi.

Quando non ci accorgiamo dei nostri automatismi, tendiamo a reagire sempre nello stesso modo.

Un pensiero genera un altro pensiero.

Una preoccupazione ne richiama altre.

Una tensione emotiva si trasforma rapidamente in una reazione automatica.

Tutto questo può accadere senza che ce ne rendiamo conto.

La mindfulness aiuta a creare uno spazio tra ciò che accade e la nostra risposta abituale.

Ed è proprio in quello spazio che diventano possibili nuove scelte.

Imparare a riconoscere gli automatismi

Molte delle difficoltà che viviamo quotidianamente sono sostenute da meccanismi che si ripetono nel tempo.

Il rimuginio.

L’autocritica.

La tendenza a preoccuparsi continuamente.

La difficoltà a lasciare andare determinati pensieri.

Le reazioni impulsive nelle relazioni.

Spesso questi processi diventano così familiari da sembrare normali.

La mindfulness non cerca di sostituirli con pensieri più positivi.

Aiuta piuttosto a riconoscerli nel momento in cui si manifestano.

E quando un automatismo viene riconosciuto con chiarezza, smette gradualmente di guidare ogni nostra scelta senza che ce ne accorgiamo.

Perché da tutto questo nasce anche una maggiore calma

Quando si smette di reagire continuamente a ogni pensiero, emozione o tensione, qualcosa cambia naturalmente.

La mente diventa meno affollata.

Il corpo può rilassarsi più facilmente.

Le emozioni vengono vissute con maggiore equilibrio.

Le situazioni difficili continuano a esistere, ma spesso smettono di occupare tutto lo spazio mentale.

Per questo molte persone descrivono la mindfulness come una pratica che porta calma e benessere.

Ma la calma non rappresenta il punto di partenza.

È spesso una conseguenza di una maggiore consapevolezza di sé, dei propri automatismi e del modo in cui si entra in relazione con la propria esperienza.

In altre parole, la mindfulness non serve semplicemente a stare meglio.

Serve prima di tutto a vedere con maggiore chiarezza ciò che accade dentro di noi.

Da questa chiarezza possono nascere cambiamenti reali nel modo di vivere lo stress, le emozioni, le relazioni e le sfide della vita quotidiana.

 
 

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AnsiaMente iperattivaMindfulness

Mi occupo di regolazione dello stress partendo dal corpo. Attraverso percorsi individuali, corsi di gruppo, formazione professionale e interventi nelle aziende applico e insegno un metodo che mira a favorire una regolazione più stabile dell'organismo.

Operatore e insegnante shiatsu della scuola I.R.T.E., riconosciuto FISIEO.
Istruttore senior di protocolli basati sulla mindfulness, riconosciuto A.I.M.

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