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L’ansia è contagiosa?

Possiamo trasmettere l’ansia a chi ci vive accanto, ai nostri figli, ai membri della nostra famiglia, ai nostri amici anche se non ce ne rendiamo conto? Siamo in grado di capire da soli se siamo persone ansiose?

Donna che osserva il suo viso riflesso sul vetro - L'ansia è contagiosa?

Chi è ansioso può trasmettere questo stato alle persone vicine? In pratica, l’ansia è contagiosa?

Questo non è un trattato di psicologia perché non è il mio campo, tuttavia voglio parlare per un momento di questa condizione che affligge molti.

Non mi addentrerò nello stabilire se ansia e depressione siano complementari o meno, se l’ansia è tipica di chi vive costantemente nel futuro oppure, al contrario, se la depressione “viene” a chi vive nel passato.

Non voglio neppure stabilire se esiste solo una forma di ansia, una di depressione oppure, come credo, se esistono moltissime forme di ansia e altrettante di depressione. Soprattutto, non voglio annoiarti con disquisizioni linguistiche fra questi due stati d’animo che, tuttavia, molti esperti si affrettano a etichettare con diversi termini.

Questo articolo è una mia riflessione sullo stato emotivo che milioni di persone in tutta la Terra cercano in ogni modo di gestire, vincere, combattere, eliminare senza sapere niente o quasi del funzionamento dell’organismo umano, nonostante tutta l’informazione o pseudo tale disponibile su Internet.

Perciò affrontiamo seriamente ma in breve il tema dell’ansia.

Io sono convinto che ansia e depressione possano avere anche aspetti positivi, se non cronicizzati, invece, come accade da moltissimi anni, le relative diagnosi sono impiegate per “vendere” medicinali di ogni sorta. I grandi luminari del passato da Freud a Lewis hanno stabilito che i due termini sono da utilizzare per indicare sintomi e comportamenti diversi, mentre gli antichi greci riunivano sotto lo stesso ombrello ciò che disturbava l’affettività.

E qui mi fermo perché vorrei rispondere alla domanda principale: l’ansia è contagiosa?

C’è una condizione comune a moltissime persone; le donne sono più portate a identificarla come ansia mentre gli uomini hanno la tendenza ad attribuire a “problemi reali” quello stato di irrequitezza, smania, preoccupazione e alterazione del comportamento abituale” che li colpisce spesso anche se preferiscono nasconderlo. A loro danno.

L’ansia ovvero quello stato di agitazione continua che procura malesseri a tutto l’organismo, specialmente a livello della gola, del petto e dello stomaco/intestino, è contagiosa esattamente come un’influenza. Si manifesta soprattutto vivendo accanto a persone che ne sono affette ma che negano di soffrirne.

Una storia vera di trasmissione dell’ansia.

Mara, nome di fantasia di una giovane donna di 36 anni, ha vissuto fino al matrimonio con la famiglia d’origine, in un ambiente disfunzionale caratterizzato dalla ingombrante presenza di un padre assente e una madre che per tutta la vita ha spinto Mara a subire la pressione di una costante ansia anticipatoria, il tratto saliente di una madre eccessiva in tutto, a cominciare dalla insistente preoccupazione per il futuro.

In questo ambiente si è sviluppato il virus dell’ansia che ha indotto Mara a sposarsi appena ha creduto di trovare l’anima gemella per fuggire dal dominio di una famiglia complicata e soverchiante.

Mara mi racconta durante una delle prime sedute di Shiatsu che, nonostante viva circondata dall’affetto del marito e dei figli, questa sensazione di allerta, di pensare di non riuscire in nulla, di non essere mai abbastanza, di un futuro che può presentare ostacoli di qualsiasi tipo che lei non sarà in grado di superare, non l’abbandona quasi mai.

Appena si manifesta un piccolo problema lei riattiva automaticamente i comportamenti che ha appreso nel passato, a partire dalla prima infanzia fino all’età adulta.

Non possiamo dire che l’ansia si trasmetta come un virus ma è contagiosa a causa della vicinanza protratta con comportamenti, parole, atteggiamenti, quel clima di angoscia e paura per il futuro che sono i tratti caratteristici delle persone ansiose e impazienti che tuttavia negano di possedere questi elementi del carattere.

“Ci vuole pazienza nella vita” ripete spesso la madre nonostante quella pazienza che si aspetta dagli altri è completamente assente in lei. Ogni telefonata, ogni incontro con la famiglia, per Mara, è un viaggio in quel passato che ha ereditato e che fatica, ancora oggi, a comprendere come gestire.

Come guarire da questa specie di “virus” contagioso?

Chi ha trascorso tanti anni in una famiglia disfunzionale ed è stato bersaglio degli atteggiamenti sconsiderati anche se inconsapevoli di uno o di entrambi i genitori, presenta spesso i tratti di chi è stato vessato anche psicologicamente fino a sviluppare una sorta di non accettazione, di rabbia verso di sé.

Primariamente  è necessario diventare consapevoli del proprio disagio e del fatto di aver vissuto per lungo tempo sotto l’influenza di soggetti che hanno plasmato il nostro carattere pur non rendendosene conto, anzi spesso negando la loro responsabilità.

Successivamente distanziarsi più possibile da questo tipo di ambiente è una delle prime scelte difficili da mettere in atto.

Gli effetti dello Shiatsu sull’ansia.

Lo Shiatsu non tratta l’ansia come un sintomo da rimuovere, al contrario cerca di portare il soggetto ansioso all’accoglienza di questo stato di allerta in quanto foriero di messaggi importanti per la sua evoluzione.

Lo Shiatsu opera in sostegno dell’organismo psicofisico  e di ciò che questo sta facendo, contribuendo, attraverso il contatto (attraverso sequenze pressorie che devono avere precise caratteristiche), a implementarne le risorse relative alla Salute (Salutogenesi o autoguarigione) e alla qualità di vita.

Esso in pratica, attraverso il tocco, opera contemporaneamente su due aspetti: da un lato crea una sorta di reset alla frequenza energetica del ricevente (paziente) riportando la frequenza alterata ad una condizione di flusso (con eccellenti ripercussioni su tutti i sistemi e gli organi), dall’altro offre al ricevente, grazie al contatto percettivo, un nuovo vocabolario, molto più ricco, che lo porta a connettersi e comprendere meglio il proprio disagio o disturbo.

Detto in modo più scientifico, così come descritto nel volume “PNEI e il sistema miofasciale, la struttura che connette – capitolo 3”, il tocco, la manipolazione e in generale alcune discipline corporee contribuiscono all’azione di:

  • riflessi nervosi antinfiammatori e analgesici (produzione di encefaline e altre sostanze che contrastano l’infiammazione e riducono il dolore)
  • rilascio di endocannabinoidi (contrasto all’infiammazione e riduzione del dolore)
  • riequilibrio del sistema neurovegetativo (induzione al rilassamento e risposta allo stress)
  • regolazione neuroendocrina (riequilibrio nella produzione ormonale, a partire dalla riduzione del cortisolo e all’aumento di altri ormoni più “umorali” come dopamina, serotonina e ossitocina).

Lo Shiatsu agisce attraverso pressioni su precise zone del corpo che sono associate a tutte le funzioni psico fisiche dell’essere umano verso il quale ha un approccio sistemico e non lineare, con l’obiettivo di sostenere il continuo processo autopoietico (autoguarigione) di ribilanciamento, dal punto di vista energetico, fisico e psichico.

Nello specifico, tornando all’ansia e al caso di cui parlavamo, Mara dopo alcune sedute di Shiatsu non soffre più dei “sintomi fisici” relativi all’ansia; oggi si sente più intimamente rilassata (meno all’erta), ha ripreso a dormire regolarmente,ha più fiducia nelle propria persona e nelle proprie emozioni e convive in maniera più “naturale” con la sua ansia, avendo compreso che non è sua nemica, bensì alleata.

Quindi nel suo caso i trattamenti hanno prodotto notevoli risultati, nel senso che il riequilibrio energetico ha portato Mara ad una maggior adattabilità alla sua vita e al suo disagio.

Più In generale potremmo comunque osservare come lo Shiatsu induce nel ricevente uno stato di profondo rilassamento e trattamenti regolari combattono l’accumulo di stress e migliorano il benessere generale.

Se soffri di stress, ansia o depressione, sessioni regolari di Shiatsu possono

  • aiutare a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress,
  • abbassare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca,
  • aumentare i livelli di serotonina e ossitocina – La serotonina è un neurotrasmettitore che svolge un ruolo di stabilizzazione dell’umore e di promozione del sonno. L’ossitocina ha effetti ansiolitici e promuove sensazioni di rilassamento e stabilità psicologica.
  • migliorare la circolazione del sangue, contribuendo a ossigenare i tessuti del corpo e a rimuovere il cortisolo e le sostanze chimiche di scarto.

I benefici dello Shiatsu sul trattamento dell’ansia, si manifestano attraverso una serie di sessioni che andrebbero ripetute almeno mensilmente, dopo aver terminato il primo ciclo.

Lo scopo è portare il ricevente a occuparsi del suo “corpo-mente” prima che insorgano gli stessi disturbi o nuovi stati di squilibrio psicoenergetico.

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Operatore e Insegnante di Shiatsu I.R.T.E.
Istruttore A.I.M. di protocolli mindfulness based (MBSR) per privati e aziende.

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