I livelli di stress delle persone oggi, confrontati con quelli di vent’anni fa, sono semplicemente incredibili. Oltre alle tradizionali fonti di stress (lavoro, persone, malattie, ruoli da ricoprire, eventi…),con l’era digitale abbiamo introdotto fonti di stress interamente nuove nella nostra vita: lo stress dell’information processing e della velocità a cui fa viaggiare le cose. E abbiamo reso sempre più sfumata la distinzione fra la vita lavorativa e quella domestica, fra la settimana lavorativa e il weekend, fra il giorno lavorativo e la notte. Si può quindi arrivare al punto in cui si è sempre al telefono, sempre a leggere e inviare e-mail, il punto in cui stai sempre reagendo a qualche stimolo e tutto il tempo è dedicato al fare e non all’essere. Il punto in cui siamo sempre di corsa e diventiamo isolati, non solo rispetto agli altri, ma anche rispetto a noi stessi, alla dimensione corporea.” (J.Kabat-Zinn,1989).

Questo modo di affrontare le situazioni porta alla mindlessness, cioè il reagire in modo inconsapevole agli stimoli e agli eventi, come se fossimo guidati da un “pilota automatico”. Ad essa, Kabat-Zinn contrappone la mindfulness, la capacità di essere pienamente consapevoli nelle situazioni che affrontiamo: “mentre può essere difficile agire sulle forze esterne che creano pressioni su di noi, abbiamo un ampio spazio di manovra nel modo in cui rispondiamo a questi stimoli. Ma per far ciò dobbiamo essere in contatto con quello che accade. La mindfulness si focalizza sul momento presente, che è diventato quasi una dimensione nascosta nella nostra vita: siamo fisicamente qui, ma se verifichiamo cosa passa nella nostra mente ci accorgiamo che è da altre parti e che siamo alienati dal corpo”.

Nel 1979, Jon Kabat Zinn fondò la Stress Reduction Clinic presso lo University of Massachussets Medical Center. L’obbiettivo della clinica era, nelle parole dello stesso Kabat-Zinn, quello di “identificare ed insegnare tecniche adattative per gestire lo stress all’interno della propria vita”. I corsi della clinica dovevano addestrare le persone “ innanzitutto a sapere riconoscere il livello di stress in cui si trovano ed il tipo di stimoli e situazioni che causano loro tale stress e poi mettere in atto metodi efficaci per affrontarlo ”.

Mindfulness , è quindi una modalità di prestare attenzione, momento per momento, intenzionalmente e in modo non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore (stress) e coltivare un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza e presenza nella propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

Il termine mindfulness deriva dalla parola sati che in lingua pali significa approssimativamente ricordarsi nel senso di ricordarsi di essere consapevoli. Questo concetto, molto vicino al senso in cui lo adoperiamo noi oggi nella pratica e nei protocolli di insegnamento della mindfulness, venne utilizzato per la prima volta da Buddha oltre duemilacinquecento anni fa che usava la parola sati intendendo l’insegnamento legato a stati di consapevolezza e di compassione che implicano l’intenzione di (ri)orientare costantemente la propria presenza nell’esperienza che si sta dispiegando , al fine di essere pienamente recettivi e non categorizzanti.

Mindfulness e ricerca scientifica. Una caratteristica di fondo dell’approccio della mindfulness è lo strettissimo legame organico con il pensiero scientifico e la ricerca: è nato infatti a partire da personaggi che sono scienziati, ricercatori, clinici e da subito si è sviluppata tanto sul campo, nella sperimentazione pratica, quanto a partire da scientifiche ricerche rigorose che cercano di verificarne l’effettiva efficacia e i meccanismi di funzionamento. Oggila ricerca sui vari temi legati alla prospettiva della mindfulness è un’area molto “hot” della scienza e in espansione esponenziale, con diverse centinaia di articoli di ricerca pubblicati ogni anno sulle principali riviste scientifiche di settore.

Per comprendere le ragioni dei benefici della mindfulness, bisogna esplorare una delle principali cause della sofferenza emotiva, noto come evitamento esperienziale, cioè la tendenza a lottare contro alcuni aspetti della nostra esperienza interiore in quanto ritenuti sbagliati, incongruenti, inopportuni, inadeguati, cattivi, etc. etc. Insomma, alla base della sofferenza emotiva vi è sempre il tentativo di sbarazzarsi di idee, pensieri ed emozioni che non sono ritenuti appropriati in quanto non si allineano con l'idea che abbiamo o che vorremmo avere di noi stessi. Questo tentativo è naturalmente vano e comporta solo irrigidimento, complicazioni e sofferenza.

La pratica della mindfulness insegna invece a riconoscere le proprie emozioni e i propri pensieri, accogliendoli così come sono, nella loro semplice realtà percettiva. Insegna ad accettare un'idea di se stessi molto più ampia e complessa di alcuni stereotipi rigidi che abbiamo costruito noi stessi per difenderci da inesistenti nemici o pensieri. La pratica della mindfulness insegna allo stesso modo a non essere immediatamente coinvolti dalle proprie emozioni e a non reagire ad esse automaticamente. Questo duplice allenamento porta ad unamaggiore flessibilità cognitiva, rompe le catene della sofferenza psicologica, e lascia al loro posto maggiore libertà di azione e maggiore resilienza o capacità di adattamento flessibile.

Vorrei solo sottolineare due concetti, in quanto frequentemente vittime di malintesi. Innanzitutto, voglio chiarire che il concetto di “accettazione”, insito nella pratica della mindfulness, non deve essere confuso con quello di “rassegnazione”. Se la rassegnazione implica una rinuncia ad agire rispetto agli eventi, la mindfulness, al contrario, partendo dalla consapevolezza di ciò che è, predispone a muoversi in direzione dei propri valori più profondi ed autentici. La pratica della mindfulness si propone, infatti, di sostituire alcuni comportamenti reattivi, automatici e distruttivi con scelte consapevoli ed appropriate al contesto. Un altro aspetto importante, eppure frequentemente spesso trascurato, è che la pratica della mindfulness non vuol dire soltanto "meditare", cioèdedicare alcuni minuti al giorno alla pratica formale della meditazione. La forza terapeutica della mindfulness deriva soprattutto dallo stimolo a introdurre nella propria vita degli squarci di consapevolezza che consentano di superare alcuni automatismi e sostituirli con scelte più sane e costruttive.

La mindfulness è quindi un’attitudine umana universale: è l’intenzionale, non giudicante, modalità di essere attenti, con la mente e con il cuore, al dispiegarsi dell’esperienza, nel momento presente. In tal modo una persona può interrompere i propri abituali automatismi di reazione. Si tratta di imparare a schiacciare il tasto “pausa”, per evitare di continuare a mettere in atto reazioni comportamentali inadeguate o rappresentazioni del sé non autentiche : questo è un passaggio cruciale per recuperare il benessere psicologico e l’integrazione mente-corpo.

Ciò detto, ecco le tre abilità fondamentali che vengono apprese e coltivate con la pratica quotidiana:

  • Apprendere ad ancorarsi al momento presente, invece di essere coinvolti o travolti dalle emozioni catastrofiche, depressive o di bisogno compulsivo.
  • Apprendere a riconoscere i pensieri in quanto tali, e a non considerarli dati di fatto. Questa componente del lavoro basato sulla mindfulness non deve essere confuso con la ristrutturazione cognitiva. Se nella ristrutturazione cognitiva ci si prefigge di modificare le convinzioni ed i pensieri, con la pratica della mindfulness si persegue invece il “decentramento” o de-identificazione dai propri pensieri.
  • Superare la tendenza all’evitamento esperienziale, caratterizzato da atteggiamenti di fuga e di rifiuto nei confronti dei propri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche e sostituirlo con una maggiore benevolenza verso se stessi.

Finalità

Il programma MBSR, è un programma scientifico, sviluppato nell’ambito della medicina comportamentale e della medicina partecipativa da Jon Kabat-Zinn professore presso la Medical School dell’Università del Massachusetts (U.S.A), e dai suoi collaboratori.

Sviluppato da oltre 30 anni (1979), è stato completato ad oggi da oltre 18.000 persone e viene proposto in più di 400 ospedali negli Stati Uniti e in Europa nel contesto della medicina complementare o integrativa.

Oltre ad essere l’esperienza pionieristica riconosciuta delle applicazioni cliniche e psicosociali della mindfulness, è il programma più studiato e validato dalla letteratura di ricerca e il più ricco di nuovi sviluppi. E’ stato inoltre inserito, per le sue potenzialità preventive e riabilitative , in programmi di intervento nelle carceri, nelle scuole e nelle organizzazioni (aziende, fondazioni, studi professionali) al fine di affrontare molte delle problematiche legate allo stress, ossia alla sofferenza, sia fisiche che psicologiche.

La mindfulness è una pratica, un metodo sistematico, che mira a coltivare chiarezza, intuizione e comprensione. Ai partecipanti viene insegnato come diventare più coscienti delle risorse già disponibili in loro ma non riconosciute, per mobilitarle in sostegno alla propria salute e benessere e per affrontare in modo diverso le condizioni di fatica, stress e sofferenza (psichica e fisica).

Il programma è una via per scoprire un modo di essere e non una tecnica. Intende aiutare il partecipante a diventare più vividamente cosciente del respiro, del corpo, della mente, di tutti gli aspetti presenti nell’esperienza quotidiana della vita in modo da poter cominciare a prendersi più consapevole e profonda cura di sé. La mindfulness è una caratteristica umana di base, un modo di imparare a prestare attenzione con saggezza a qualsiasi cosa stia accadendo nella nostra vita che ci permette di sentire una maggiore connessione con la nostra vita interiore e esteriore. Nel contesto della propria salute, la mindfulness diventa un mezzo per imparare con l’esperienza a prendersi cura di sé, esplorando e comprendendo l’interazione tra mente e corpo e mobilitando le risorse interiori per far fronte agli eventi, crescere, e guarire.


In generale le finalità dell’MBSR sono:

  • La gestione, quando è possibile riduzione, della sofferenza/malessere/disagio, sia che riguardi un ambito psicologico, sia che si sviluppi su un piano esistenziale, fisico, emozionale o relazionale dell’individuo
  • La possibilità di generare, nel tempo, nuove prospettive di osservazione consapevole della propria realtà e, di conseguenza, anche la possibilità di sperimentare diverse e più gradevoli emozioni e umori.

Chi può trarne beneficio

Il programma ha ottenuto validazioni scientifiche sulle problematiche relative a:

Stress in ambiti diversi: lavoro, scuola, famiglia, malattia, vecchiaia, separazioni, lutti.
Malattie: dolori cronici, problemi cardiaci, asma, disturbi gastrointestinali, patologie della pelle e molte problematiche psicosomatiche.

Disagi psicologici: ansia, panico, depressione, pensieri ossessivi, astenia e disturbi del sonno.
Prevenzione e Salute : come mantenimento di un equilibrio psicofisico, e come prevenzione imparando a “prendersi cura di sé”.

Cosa aspettarsi

Il programma si svolge in otto incontri di gruppo settimanali della durata di 2 ore e trenta l’uno più una giornata intensiva di sei ore (nel fine settimana tra il 6° e il 7° incontro) durante i quali si apprenderanno:

1. competenze pratiche specifiche ad affrontare situazioni difficili e/o stressanti;

2. tecniche per divenire più coscienti dell'interazione mente/corpo;

3. modi per mantenere un equilibrio interiore attraverso la messa a fuoco e la gestione delle emozioni e dei pensieri disturbanti.

Attraverso:

  • pratiche di meditazione seduta, camminata e di body scan,
  • esercizi e sedute di stretching e yoga,
  • dialoghi di gruppo esperienziali sulle tecniche proposte, sull’andamento e i risultati,
  • colloqui individuali e istruzioni personalizzate,
  • compiti a casa giornalieri,
  • il supporto di dispense, di cd (per accompagnare la pratica meditativa a casa) ed una bibliografia che permetta di approfondire gli argomenti trattati.

Il programma è stimolante e coinvolgente . Vi guiderò nell’apprendimento di questi metodi, offrendo istruzioni e indicazioni di gruppo e/o personalizzate su come imparare a praticare, ed integrare la mindfulness nella vita di tutti i giorni.

Partecipare al Programma di Riduzione dello Stress richiede un impegno verso se stessi, nell’essere presenti ad ogni incontro e soprattutto nel fare a casa le pratiche giornaliere (da 20 a 45 minuti al giorno). Se ciò può sembrare un impegno gravoso, potrete presto scoprire che si traduce anche in un momento quotidiano che dà piacere ed energia. E può infondere fiducia il sapere che i partecipanti hanno abitualmente verificato che ciò è possibile.

Sessioni formative individuali con orari flessibili e indicazioni personalizzate.

A chi desidera avvicinarsi ai Protocolli Mindfulness Based per gestire meglio le proprie problematiche fisiche e/o psicologiche, o perché sta attraversando un periodo di particolare stress e disagio, ma che non può o non vuole partecipare ai protocolli di gruppo, si offre la possibilità di percorrere tutti gli step per la coltivazione della consapevolezza anche in un rapporto individuale, o in coppia/piccolo gruppo, con modalità che moduleremo insieme.

Il percorso Mindfulness Based Individuale si svolge in venti incontri della durata di 50 minuti ciascuno. Non si tratta di una psicoterapia, ma di un corso, nel quale, come nell’MBSR di gruppo, attraverso:

  • pratiche di meditazione seduta, camminata e di body scan,
  • esercizi e sedute di stretching e yoga,
  • colloqui individuali e istruzioni personalizzate,
  • compiti a casa giornalieri,
  • il supporto di dispense, di cd (per accompagnare la pratica meditativa a casa) ed una bibliografia che permetta di approfondire gli argomenti trattati.

Si apprenderanno:

1. competenze pratiche specifiche ad affrontare situazioni difficili e/o stressanti;

2. tecniche per divenire più coscienti dell'interazione mente/corpo;

3. modi per mantenere un equilibrio interiore attraverso la messa a fuoco e la gestione delle emozioni e dei pensieri disturbanti.

Contattatemi per progettare insieme il percorso che fa per voi.