Chi è senza stress alzi la mano! Oggi essere stressati è una condizione condivisa da tutti! Chi più, chi meno... Il termine stress è diventato una parola simbolo degli anni Duemila, usata come sinonimo di tensione nervosa elevata, preoccupazioni continue, martellamento emotivo insostenibile, superlavoro, perfezionismo, alta competitività... ma lo stress non è solo questo: può essere causato da un momento critico della propria vita, da insoddisfazioni nei rapporti interpersonali, da un modo di essere che non ci appartiene, dalla ripetitività di comportamenti lontani da ciò che davvero vorremmo per noi.

Uno stress eccessivo, prolungato e mal gestito provoca problemi comportamentali, fisici, emotivi e cognitivi.

Viviamo in un mondo che corre sempre più in fretta e ci impone obiettivi sempre più impegnativi. Da più parti veniamo sollecitati a tenere lo stress sotto controllo, ma lo stress fa parte della vita, è indispensabile alla sopravvivenza e per affrontarlo il primo importante passo è iniziare a conoscerlo!

Negli anni ‘30, il dottor Hans Selye, famoso ricercatore, decise di utilizzare la parola inglese “stress” per identificare la risposta biologica aspecifica dell’organismo (Sindrome generale di adattamento) a qualsiasi richiesta ambientale, positiva o negativa che sia (stressor), intendendo con “organismo” l’intero sistema mente-corpo.

Il termine “stress ” indica quindi semplicemente la risposta biologica a uno stimolo.

Questo stimolo (stressor) può essere esterno o interno: sarà esterno quando la risposta adattiva è iniziata in funzione di uno stimolo di natura ambientale (eventi biologici, fisici o sociali), sarà invece interno quando la risposta adattiva è consecutiva a pensieri o emozioni (desiderio di controllo, ansia, preoccupazioni) che generano una serie di pressioni interne.

Lo stress consente all'organismo di fornirci un surplus di energia ogni qualvolta dobbiamo affrontare un imprevisto o una minaccia. Ma è un meccanismo antico, ancora tarato sulla possibilità di incontrare, ogni tanto, una tigre dai denti a sciabola o un'orsa coi suoi cuccioli. Oggi, un ingorgo stradale o una richiesta inaspettata, ci stravolgono mentalmente e fisicamente tanto quanto i pericoli con cui si confrontavano i nostri antenati. La grossa differenza consiste nel fatto che oggi difficilmente riusciamo a dare sfogo a tutta l'energia pronta all'uso, né a neutralizzare totalmente l'adrenalina ormai in circolazione nell'organismo. La reazione di difesa dell'organismo diventa, così, ben più pericolosa dei problemi che la generano.

Lo stress di tipo acuto è quello che predispone l’organismo ad affrontare e risolvere stimoli ed è da considerarsi dunque “normale” ( eustress). L’Eustress è un evento naturale e positivo perché attiva le capacità di risposta (adattamento) agli eventi e accende la vitalità.

In determinate condizioni lo stress può perdere però il suo significato funzionale di natura adattiva, e rappresentare una possibile fonte di rischio per la salute somatica e/o mentale. Lo stress cronico è, infatti, quello che permane oltre le reali esigenze producendo effetti estremamente dannosi a livello fisiologico, organico ed emotivo (distress).

Nel tentativo di rendere la valutazione dei meccanismi di stress il più oggettiva possibile, negli ultimi decenni si è passati a studiare le alterazioni fisiologiche dello stress, che principalmente dipendono da un'iperattivazione simpatica e un'inibizione del compartimento parasimpatico.

La risposta metabolica dell’organismo, è la produzione di ormoni, secreti dalle midollare del surrene (zona più interna delle ghiandole surrenali) o dalla corteccia surrenale in seguito alla stimolazione della ghiandola pituitaria. Quando sono immessi nel sangue, questi ormoni preparano l’organismo all’azione aumentando la pressione sanguigna e il battito del cuore e mettendo a disposizione ulteriori energie. Queste reazioni dell’organismo sono utili quando è necessaria un’azione fisica, ma nella nostra civiltà moderna le reazioni sono necessariamente contenute e il corpo è costretto a rispondere allo stress incanalando le reazioni all’interno di uno o più sistemi dell’organismo, come quello immunitario, endocrino, circolatorio o nervoso. Quando ciò accade, il sistema reagisce negativamente e si sviluppano spesso disturbi come ulcere, ipertensione, mal di schiena o testa, reazioni allergiche, asma, stanchezza, insonnia, irritabilità e depressione.

Esistono una serie di strumenti che possono essere utilizzati per rieducare le capacità di adattamento ad agenti stressanti intervenendo direttamente sul sistema nervoso autonomo.

Queste tecniche si basano sulla correzione spontanea delle attivazioni Para e Orto simpatiche del sistema nervoso autonomo.

Non è questa la sede per una trattazione scientifica dei sistemi nervoso, limbico o endocrino. In questa sede mi preme esprimere con parole semplici ciò che accade al sistema nervoso in presenza di uno stressor.

Il sistema nervoso autonomo ha due ramificazioni: quella parasimpatica e quella ortosimpatica. Ciascun ramo influenza le attività corporee in modo opposto e allo stesso tempo complementare.

Il Para, attivando varie funzioni degli organi e dei sistemi corporei, rigenera e conserva l’energia del corpo; è il più primitivo dei rami autonomi ed opera più in profondità nel corpo. La reazione del Para ci fa sentire più rilassati, come quando si respira profondamente, si medita, si riceve un trattamento o un massaggio. Sotto la sua influenza l’energia scorre liberamente in tutto il corpo.

L’Orto, consuma e scarica l’energia per svolgere le varie attività della vita. Si trova più alla superficie del corpo. Durante un forte stress, l'Orto diventa dominante e dirige l’energia verso la difesa e la protezione con la tecnica del 'mordi e fuggi'. La reazione ortosimptica, che può essere ultrattiva per lo stress e la tensione, inibisce molti dei processi corporei profondi poichè indirizza l’energia verso la superficie.

Quando diventa uno stile di vita e si manifesta in maniera cronica, ricorrente, costringendo la persona a vivere costantemente in uno stato ansioso, lo stress agisce sulle cellule del sistema nervoso centrale iniziando a deformare le aree dove i pensieri e le emozioni vengono elaborati e trasformati in energia. Ma se il cervello altera la trasmissione degli impulsi neuronali e blocca l’energia vitale, essa inizia a ristagnare provocando disagio, sofferenza, stanchezza e, in ultima analisi, insoddisfazione e infelicità.

Non si tratta però né di una tegola che ci è caduta in testa, né di un "male oscuro", ma piuttosto di uno squilibrio che indica la necessità di un cambiamento.

In un'epoca in cui tensioni e stress costituiscono la regola piuttosto che l'eccezione, la Salute psico-fisica è oggi una necessità, prima ancora che un desiderio!

L’impegno che ci viene richiesto non è tanto quello utopico di eliminare qualsiasi fonte di “stress”, ma piuttosto quello di aumentare quelle capacità e risorse che ognuno ha dentro di sé per trasformare l’evento stressante in un’occasione di consapevolezza e crescita personale.

Lo stress è una risposta adattiva ad uno stimolo esterno o interno. Questo adattamento non è di per se nocivo. Anzi, direi che è un’ottima predisposizione del nostro sistema nervoso di cui ci ha “dotati” la natura. Se viviamo una situazione di pericolo o allarme è giusto e proficuo che si inneschino dei meccanismi biologici di produzione di ormoni che portino, tra l’altro, l’accelerazione del battito cardiaco, un conseguente aumento della pressione sanguinea (fino a cinque volte) e un’irrorazione maggiore dei muscoli che dovranno entrare in azione nel caso di combattimento o fuga.

Ciò che porta nocività è il fatto che molto spesso non siamo in grado di servici costruttivamente di questa opportunità “naturale”; determiniamo, infatti, inconsciamente una continuità della sovreccitazione che instauriamo a seguito di questo stimolo di allarme e la lasciamo agire dentro di noi in modo incontrollato. Disgraziatamente, infatti, la sovreccitazione caratteristica della reazione allo stress, può diventare uno stile di vita!

Molti degli stimoli stressanti che attualmente ci riguardano, soprattutto in occidente, derivano da minacce reali o immaginarie alla nostra posizione sociale più che alla nostra stessa vita. Tensioni continue in alcune parti del corpo, accelerazioni costanti del battito cardiaco, nervosismo, ansia, preoccupazioni, sudore diffuso, sono sollecitazioni che arrivano più da minacce “quotidiane” che da un reale pericolo di vita.

Esse si producono perché il nostro psico-corpo reagisce automaticamente a ciò che percepisce come pericolo o minaccia indipendentemente da un “reale” pericolo di vita. Questo tipo di “reazione automatica” incontrollata, quando diventa cronica può comportare gravi problemi per la nostra salute fisica e psicologica.

Perciò è fondamentale diventarne consapevoli e renderci conto di quando facilmente essa venga attivata.

La consapevolezza diventa quindi la risorsa essenziale per capovolgere l’abitudine inconscia e costante della risposta “ automatica” allo stress.

La gestione dello stress quindi non parte mai da un’ipotesi di annullamento o soppressione dello stimolo stressante ma bensì agisce sulla possibilità di scelta nella risposta che noi attiviamo. Di solito la risposta è, infatti, automatica, inconscia e dettata da una sorta di “pilota automatico”.

Non appena portiamo consapevolezza a ciò che succede (allo stimolo interno o esterno e alla nostra risposta), stiamo già modificando la situazione in modo essenziale, perché smettiamo di “reagire” in modo inconscio, col pilota automatico. Siamo pienamente presenti nel momento in cui l’evento stressante si manifesta. E siccome noi siamo parte integrante della situazione, aumentando la nostra consapevolezza, cambiamo l’intera situazione prima ancora di “reagire”. Questo cambiamento è fondamentale perché si aprono tutta una serie di scelte su ciò che accadrà in seguito!

Introdurre consapevolezza in una situazione stressante richiede solo una frazione di secondo e crea nuove opportunità nella risposta. Se resti centrato e riconosci sia la situazione stressante che i tuoi impulsi a reagire, hai già introdotto nella situazione una dimensione nuova. Essere presenti al momento stressante con tutte le nostre emozioni o pensieri crea un momento di pausa che determina la possibilità di adottare una scelta consapevole che introduce il cambiamento efficace nell’attimo di risposta all’agente stressante e nella sua gestione.

La Mindfulness e alcuni trattamenti o pratiche appartenenti alle Discipline Bio-Naturali permettono di conoscere e coltivare il nostro equilibrio psicofisico “decontaminato” dalle risposte reattive allo stress. Comprendiamo come sia un corpo-mente centrato, dove scorrono liberamente l’energia, i pensieri e le emozioni e iniziamo a coltivarne la presenza. Questo facilita la consapevolezza nei momenti di forte stress: sappiamo che non siamo così, che le azioni o i comportamenti che intraprendiamo sono di tipo reattivo; e iniziamo ad osservarli introducendo presenza mentale e momenti di scelta consapevole.

A questo servono le tecniche precedentemente citate: creare una possibilità di scelta che parta da una conoscenza metabolizzata del proprio stato di equilibrio psicofisico in fase non reattiva: una specie di casa consolidata dove poter tornare consapevolmente ogni volta che ci avvertiamo come stressati, per rievocare come siamo realmente; un luogo protetto dove poter far emergere azioni “attive” se pur in presenza di stressor.

Creiamo insieme un percorso antistress che partendo dalla riscoperta di te stesso senza “pilota automatico” ti aiuti a rieducare consapevolmente la tua risposta ad agenti stressanti consentendoti di ritrovare nuovi stimoli, nutrimenti ed energie?

Le pratiche proposte all’interno di questo sito sono volte alla rieducazione e all’abbattimento delle risposte fisiologiche “reattive” allo stress e sono stati “scientificamente” testati per determinare la loro incidenza nella “gestione dello stress”. I test e le ricerche (che trovate nella sezione apposita) hanno evidenziato il potente impatto di questi tipi di esercizi e trattamenti sull’equilibrio psicofisico nell’adattamento allo stress.

Vuoi provarne qualcuno? Scegli la strada, gli strumenti, che ti “risuonano” di più!

Io sono pronto ad accoglierti.