Coltivare nuovi stati mentali con la Mindfulness – 2 parte

Nella prima parte di questo articolo abbiamo potuto conoscere alcuni degli stati mentali che affiorano con la consapevolezza portata dalla pratica della Mindfulness.

Ricordo che queste qualità della mente sono essenziali alla pratica, ma crescono solamente praticando con costanza.

La mindfulness è infatti coltivata attraverso specifici atteggiamenti con cui ci si accosta alla pratica e la si svolge. In generale Jon Kabat Zinn ritiene che l’atteggiamento utile per vivere la pratica sia quello scettico, ma aperto e curioso di uno scienziato che osserva senza preconcetti tutto ciò che si svela nell’esperienza.

Mindfuness è infatti l’esperienza che nasce nell’osservare le cose così come sono intenzionalmente, momento dopo momento e senza giudizio.

Di mente del principiante, assenza di giudizio, non cercare risultati e dell’accettazione ho già parlato nel precedente articolo, ora ci rimangono da approfondire il lasciar andare, la pazienza, la fiducia e l’autocompassione a cui si aggiunge una caratteristica di approccio alla pratica di autodisciplina e impegno.

Vediamoli uno per uno:

  •  1 - Lasciar andare: qui è inteso come lasciare essere, lasciare che le cose seguano il loro corso. Questa qualità della mente consapevole che accresce con la meditazione aiuta a prendere le distanze dalle consuetudini comportamentali dell’attaccamento e avversione. La nostra mente tende automaticamente a trattenere ciò che viene registrato come piacevole e a disfarsi di ciò che viene catalogato come spiacevole. C’è una costante energetica tesa all’uno o all’altro fenomeno, un grosso dispendio di risorse psicofisiche viene investito, spesso inconsciamente, nell’attaccarsi al piacere e nello staccarsi dallo spiacevole. Questo modus operandi è automatico, frutto dei mille condizionamenti della società moderna. La qualità di cui stiamo parlando aiuta a percepire le cose così come sono, nella loro naturalezza, accettandole senza desiderio di attaccamento o avversione; aiuta la non proliferazione dei pensieri che portano all’attaccamento o avversione.  Questo genera un nuovo modo di aprirsi all’esperienza, fatto di accoglienza dell’esperienza stessa che riesce così a “vivere” dentro di noi consegnandoci la possibilità di fare scelte attive, più che reattive.
  • 2 -  La pazienza: nasce dalla comprensione percettiva e dall’accettazione rispettosa che tutto ha un suo corso naturale. Questa qualità della mente consapevole aiuta a sostare nell’esperienza anche se sgradevole abbandonando il desiderio di allontanarsi e rifugiarsi in un’altra “pensata” come migliore; ci fa vivere l’esperienza così come è senza entrare nel flusso di ruminazione e rabbia, decidendo infine per un’azione non reattiva che parte più dal punto dove siamo in realtà, piuttosto che da quello in cui vorremmo essere.
  • 3 -  La fiducia: Questo aspetto della consapevolezza vi aiuta a percepire le cose da soli, a partire dalle vostre esperienze personali. Tramite le vostre intuizioni e sensazioni scoprite cos’è vero e cos’è falso. La fiducia è quindi rivolta a se stessi e alla pratica quotidiana. Lo sviluppo costante della fiducia porta maggior responsabilità nella propria vita e maggior libertà da tutti i condizionamenti
  • 4 -  L’autocompassione: Questa qualità della consapevolezza coltiva l’amore per voi stessi così come siete, senza autoaccuse né critiche. Vi aiuta a generare una gentilezza amorevole verso voi stessi e gli altri, conosciuti e sconosciuti, amici o nemici. Vi fa comprendere in fondo e molto sottilmente che tutti soffriamo e che tutti cerchiamo le strade che riteniamo più opportune per porre fine a questa sofferenza.

Infine per riuscire a fare in modo che la pratica diventi uno stato presente nella vita di tutti i giorni e vi siano di aiuto quindi le qualità relative allo stato di mindfulness, sono necessari impegno quotidiano e autodisciplina. Si tratta infatti di un percorso impegnativo che necessita di una buona motivazione. Kabat Zinn paragona questo impegno alla vita dell’atleta che si allena ogni giorno, con il bello ed il cattivo tempo, se ne ha voglia e se non ne ha!

“Tenere a mente queste qualità della mente consapevole, riflettendo su di esse e coltivandole al meglio della vostra comprensione, porterà nutrimento e sosterrà la vostra pratica, rafforzandola”.

Sviluppare queste qualità rappresenta un modo per incanalare le vostre energie nei processi di autoguarigione e di evoluzione personale. Questi stati mentali sono interdipendenti, poiché ciascuno influenza gli altri e coltivandone uno li potenziate tutti.

Buon respiro

 

Chi scrive - Diego

Operatore e insegnante di shiatsu IRTE, istruttore di mindfulness MBSR

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